La posta non ti viene recapitata? » E' reato

Da sempre, ma negli ultimi tempi in particolare, Poste Italiane ha di fatto, attraverso costanti tagli alle risorse umane riferite ai portalettere, tranciato il servizio di recapito della posta. Per chi non lo sapesse, nel Centro smistamento posta di Fiumicino, che si occupa della posta da smistare nella Capitale, giacciono 5 tonnellate di posta.

Cinque tonnellate di posta fra cui notifiche giudiziarie di vario tipo, bollette, notifiche di Equitalia.

C’è poi un altro monticchio di posta: 140.000 Raccomandate. Che i destinatari con molta probabilità non riceveranno mai.

Ciò è frutto della nuova strategia aziendale di Poste Italiane che ha deciso di togliere del tutto centinaia di portalettere da Nord a Sud.

Il motivo ufficiale è una non meglio chiara ottimizzazione del lavoro.

Che ovviamente non corrisponde a nulla di concreto né di esplicitato dai Manager di Poste.

I tagli alle risorse stanno in pratica rendendo impossibile la consegna della posta. Provate a pensare se un postino cui è affidata una zona già ampia si vede assegnare altre tre zone precedentemente coperte da un collega cui è stato tolto l'incarico.

Più che ottimizzazione, questa sembra una cancellazione del servizio di recapito postale.

Forse, a beneficio dei ben più remunerativi servizi finanziari, nuovo e più reale fiore all'occhiello di Poste Italiane spa

Poste italiane è cambiata molto nell'ultimo decennio: nel 1998 fu proprio Corrado Passera a esser nominato Amministratore Delegato dall'allora Governo Prodi. Passera per “risanare” i conti in rosso fisso di Poste pensò bene di tagliare 22.000 posti di lavoro in meno di 4 anni. Consolidando per sempre un andamento aberrante per ciò che riguarda i diritti dei lavoratori nel nostro paese.

Come sempre, si guarda agli utili economici e non all'utilità delle persone.

Inutile dire che anche per Poste Italiane lo slogan è su per giù: Il cliente è al centro dei nostri interessi.

Bisognerebbe specificare quali interessi.

Tornando al tema principale: Poste Italiane, i cui bilanci da qualche anno sono in netta ripresa, da tempo non fornisce regolarmente, se non assolutamente, il suo servizio primario per cui peraltro nel 2012 ha tirato su oltre 4,5mln di euro di ricavi: il servizio di corrispondenza.

La posta resta in giacenza e in molto casi non viene recapitata.

Ma può essere considerato un reato il mancato recapito della posta? Si.In due sensi.

Se un postino omette di consegnare la posta, se ne appropria o la distrugge, viene perseguito personalmente.

E quando è lo stesso Ente a non distribuire la Posta a causa di politiche aziendali scellerate? Risponde l'Ente.

Risponde l'Ente si, ma ovviamente se i cittadini vittime della mancata consegna denunciano Poste Italiane per il reato di cui parlo.

Se non riceverete multe, notifiche varie, bollette, tagliandi assicurativi e raccomandate, sarete voi non solo a pagarne le conseguenze ma anche a non potervi appellare a nulla a vostra discolpa se non farete preventivamente notare alle istituzioni competenti che Poste Italiane sta negando la distribuzione di documenti sensibili, importanti, fondamentali anche per non rischiare di vedersi tagliare la luce, ipotecare l'appartamento o subire il fermo amministrativo della vettura in caso di mancata ricezione di comunicazioni da parte di Equitalia.

Inoltre, di fronte a ciò, il governo dovrebbe giungere persino a precettare Poste Italiane dal momento che la mancata consegna di posta è appunto un reato e che se i cittadini non ricevono determinata corrispondenza sensibile, rischiano di divenire vittime di: sequestri, sanzioni, aumento del rischio di vedersi tagliare i servizi fondamentali quali luce, acqua, gas..

5 settembre 2013 · Giovanni Napoletano

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