Concordato con i creditori - il fallimento personale del debitore consumatore

La prima parte del decreto legge - Capo I, articoli da 1 ad 11 - si occupa delle disposizioni in materia di composizione delle crisi da sovraindebitamento, ed è dedicata alle definizioni generali ed, in particolare, all'individuazione della casistica e dei soggetti interessati al provvedimento legislativo, finalizzato a trovare una soluzione alle numerose situazioni di indebitamento di soggetti a cui non sono applicabili le disposizioni vigenti in materia di procedure concorsuali (debitori e imprenditori non fallibili).

Ricordiamo, per completezza, che un imprenditore, per poter essere considerato "non fallibile", deve possedere i seguenti requisiti:

  1. aver avuto, nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della istanza di fallimento o dall'inizio dell'attività se di durata inferiore, un attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore ad euro trecentomila;
  2. aver realizzato, nei tre esercizi precedenti, ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore ad euro duecentomila
  3. avere un ammontare di debiti anche non scaduti non superiore ad euro cinquecentomila.

Dunque ai debitori, per così dire, "consumatori" ed ai soggetti "non fallibili" viene offerta la possibilità di concordare con i creditori un piano di ristrutturazione dei debiti, con estinzione finale delle poste debitorie.

Il sistema, in prospettiva, si ripropone di attivare un circolo virtuoso preordinato alla diminuzione del contenzioso relativo al recupero dei crediti e, di conseguenza, alla riduzione del contenzioso civile.

L'articolo 1 delinea finalità e definizioni delle situazioni di sovraindebitamento ed introduce il dettaglio della procedura, poi disciplinata negli articoli seguenti.

Significativa, in questa fase, la preliminare equiparazione, ai fini della nuova procedura, delle fattispecie di sovraindebitamento del debitore e di sovraindebitamento del consumatore, quale definito dal Codice del Consumo (decreto legislativo 206/2005).

L'articolo 2 determina i presupposti oggettivi per l'ammissibilità del concordato con i creditori, individuandoli

  • nel mancato ricorso dell'istante alla medesima procedura nei precedenti tre anni;
  • nella non assoggettabilità del debitore alle procedure concorsuali.

Ad essi si associano quelli di natura soggettiva, rimessi cioè alla valutazione ed alla determinazione del debitore e consistenti:

  • nella sussistenza di uno stato di sovraindebitamento quale delineato all'articolo 1, comma 2 (“..perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio liquidabile per farvi fronte... ed “incapacità... di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni”;
  • nell'elaborazione di un progetto “di rientro” che assicuri “...la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma (articolo 3, comma 1), comprensivo anche di cessione crediti futuri e/o di affidamento del patrimonio ad un fiduciario per la liquidazione, la custodia e la distribuzione del ricavato ai creditori.

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Stai leggendo Concordato con i creditori - il fallimento personale del debitore consumatore Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 3 gennaio 2012 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria composizione delle crisi da sovraindebitamento . Inserito nella sezione tutela dei beni del debitoredel sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani

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