Cosa accade al Tfr del lavoratore che non ha agito in tempo per precostituirsi un titolo esecutivo

Cosa accade al Tfr del lavoratore che non ha agito in tempo per precostituirsi un titolo esecutivo.

Quando accade ciò, il dipendente cessa il rapporto di lavoro e non gli viene pagato né il trattamento di fine rapporto né le ultime mensilità.

Lo stesso lavoratore, per negligenza oppure perché confida in una soluzione bonaria, non si attiva giudizialmente per il recupero delle proprie spettanze.

Il pagamento auspicato, tuttavia, non avviene e nel frattempo la società – su istanza di altri creditori – viene dichiarata fallita con sentenza del Tribunale.

Il lavoratore, di norma, se riceve comunicazione dal curatore del fallimento della società, si insinua tempestivamente e pur in assenza di un titolo emesso dal Tribunale che accerti il suo credito, chiede di essere ammesso allo stato passivo per poi, una volta ammesso, rivolgersi al fondo di garanzia dell'Inps.

Tuttavia può accadere, e i casi stanno aumentando a dismisura, che il tribunale con decreto motivato da adottarsi prima dell'udienza per l'esame dello stato passivo su istanza del curatore depositata almeno 20 giorni prima dell'udienza stessa, dispone di non farsi luogo al procedimento di accertamento del passivo relativamente ai crediti concorsuali se risulta che non può essere acquisito attivo da distribuire ad alcuno dei creditori che abbiano chiesto l'ammissione allo stato passivo (articolo 102 Legge fallimentare).

Nel caso in cui il fallimento non prenda in esame le insinuazioni, il lavoratore – allegando copia della sentenza di fallimento e del decreto di chiusura dello stesso – può rivolgersi direttamente all'Inps quale gestore del fondo di garanzia per avere il pagamento del Tfr e delle ultime tre mensilità di retribuzioni.

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