Debiti e successione

Prelevare l'intero saldo del conto corrente cointestato con il defunto non configura necessariamente accettazione tacita dell'eredità

Carla Benvenuto - 24 febbraio 2018

Nel conto corrente bancario intestato a più persone, i rapporti interni tra correntisti, anche aventi facoltà di compiere operazioni disgiuntamente, sono regolati dal secondo comma dell'articolo 1298 del codice civile, in virtù del quale debito e credito solidale si dividono in quote uguali solo se non risulti diversamente. Ne consegue che, ove il saldo attivo risulti discendere dal versamento di somme di pertinenza di uno solo dei correntisti, si deve escludere che l'altro possa, nel rapporto interno, avanzare diritti sul saldo medesimo. Pertanto, il prelevamento anche dell'intera giacenza del conto corrente a firma disgiunta, da parte di un cointestatario del [ ... leggi tutto » ]

Non vi è accettazione tacita dell'eredità se il chiamato adempie ad un obbligo del defunto con denaro proprio e non con quello prelevato dall'asse ereditario

Carla Benvenuto - 24 febbraio 2018

In tema di successioni per causa di morte, il pagamento del debito del defunto ad opera del chiamato all'eredità con danaro prelevato dall'asse ereditario, a differenza di un mero adempimento dallo stesso eseguito con denaro proprio, configura un'accettazione tacita, non potendosi estinguere un debito ereditario se non da colui che agisce quale erede. Per eccepire l'accettazione tacita dell'eredità, è quindi necessario che sia fornita la prova che il pagamento sia stato effettuato con danaro prelevato dall'asse ereditario, mentre nel caso in cui il chiamato adempia al debito ereditario con denaro proprio, quest’ultimo non può ritenersi per ciò stesso che abbia [ ... leggi tutto » ]

La decadenza dal diritto di accettare l'eredità con beneficio di inventario

Marzia Ciunfrini - 24 ottobre 2017

Come sappiamo, colui che accetta l'eredità con beneficio d'inventario è erede, con l'unica rilevante differenza, rispetto all'accettazione pura e semplice, che il patrimonio del defunto é tenuto distinto da quello dell'erede, producendosi così la limitazione della sua responsabilità per i debiti ereditari entro il valore dei beni lasciati dal defunto. In sostanza, l'accettazione dell'eredità con beneficio d'inventario, non determina, di per sé sola, il venir meno della responsabilità patrimoniale dell'erede per i debiti del de cuius, ma fa solo sorgere il diritto di questo a non risponderne oltre al valore dei beni accettati con beneficio di inventario. Nel caso in [ ... leggi tutto » ]

In tema di polizze assicurative rischio morte abbinate al mutuo, la banca non può continuare ad addebitare le rate dopo il decesso del debitore assicurato

Lilla De Angelis - 10 agosto 2016

In tema di polizze assicurative rischio morte abbinate al mutuo, può la banca, in attesa che l'assicurazione la risarcisca per l'estinzione del contratto di finanziamento in conseguenza dell'avvenuto decesso del debitore mutuatario, continuare ad addebitare le rate del finanziamento? La risposta al quesito è stata fornita dall'Arbitro Bancario Finanziario con la decisione 327/2015. Il contratto di assicurazione standard prevede che l'assicurazione garantisca, in caso di decesso dell'assicurato nel corso della durata contrattuale, la corresponsione di un capitale pari inizialmente all'importo finanziato relativo al prestito sottoscritto dall'assicurato medesimo e successivamente decrescente e corrispondente in ogni momento al capitale residuo del finanziamento [ ... leggi tutto » ]

Polizza assicurativa collegata al prestito - in caso di premorienza del debitore l'indennizzo deve essere utilizzato esclusivamente per estinguere il finanziamento residuo

Stefano Iambrenghi - 10 agosto 2016

L'indennizzo derivante da una polizza assicurativa a copertura del rischio morte, stipulata in relazione a uno specifico finanziamento, non può essere utilizzato dalla banca per ridurre le restanti posizioni debitorie del de cuius, ma deve essere esclusivamente utilizzato per estinguere il finanziamento che era assistito dalla relativa polizza, sottoscritta dal de cuius. A meno che non sia fornita dalla banca prova di una specifica pattuizione in tal senso. Questo è quanto ha sostenuto l'Arbitro Bancario Finanziario nella decisione 3410/2015. [ ... leggi tutto » ]



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