Casa familiare - casa coniugale

Divisione della casa in comproprietà fra coniugi poi separati o divorziati - il diritto di abitazione assegnato al coniuge affidatario dei figli minori non deve influire nella determinazione del conguaglio dovuto all'altro coniuge

Lilla De Angelis - 30 dicembre 2018

L'assegnazione del godimento della casa familiare, in forza della legge sul divorzio, non può essere considerata in occasione della divisione dell'immobile in comproprietà tra i coniugi al fine di determinare il valore di mercato del bene qualora l'immobile venga attribuito al coniuge titolare del diritto al godimento stesso, atteso che tale diritto è attribuito nell'esclusivo interesse dei figli e non del coniuge affidatario e che, diversamente, si realizzerebbe un indebito arricchimento a suo favore, potendo egli, dopo la divisione, alienare il bene a terzi senza alcun vincolo e per il prezzo integrale. Nello stimare i beni per la formazione delle [ ... leggi tutto » ]

Provvedimento di assegnazione della casa familiare - non opponibile al creditore se posteriore ad iscrizione ipotecaria

Ornella De Bellis - 22 aprile 2016

Com'è noto, il provvedimento di assegnazione della casa familiare nell'interesse dei figli è opponibile ai terzi: in particolare il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare al coniuge affidatario, avendo per definizione data certa, è opponibile, anche se non trascritto, al terzo acquirente in data successiva per nove anni dalla data dell'assegnazione, ovvero - ma solo ove il titolo sia stato in precedenza trascritto - anche oltre i nove anni. Tuttavia, anche quando trascritto, il provvedimento di assegnazione della casa familiare nell'interesse dei figli non ha effetto riguardo ai terzi che, a qualunque titolo, hanno acquistato diritti sugli immobili in [ ... leggi tutto » ]

Immobile concesso in comodato da un terzo - successiva separazione dei coniugi ed assegnazione della casa familiare

Stefano Iambrenghi - 11 febbraio 2016

Il coniuge affidatario della prole minorenne, o maggiorenne non autosufficiente, assegnatario della casa familiare, può opporre al comodante, che chieda il rilascio dell'immobile, l'esistenza di un provvedimento di assegnazione, pronunciato in un giudizio di separazione o divorzio, solo se tra il comodante e almeno uno del coniugi il contratto in precedenza insorto abbia contemplato la destinazione dei bene a casa familiare. Ne consegue che, in tale evenienza, il rapporto sorge per un uso determinato ed ha, in assenza di una espressa indicazione della scadenza, una durata determinabile per relatione, con applicazione delle regole che disciplinano la destinazione della casa familiare, [ ... leggi tutto » ]

Separazione e divorzio - se la casa familiare non è assegnata al coniuge affidatario il canone ricavabile dalla locazione dell'immobile deve integrare l'assegno di mantenimento

Chiara Nicolai - 22 dicembre 2015

Nel giudizio di separazione e divorzio, i provvedimenti necessari alla tutela degli interessi morali e materiali della prole, tra i quali rientrano anche quelli di attribuzione e determinazione di un assegno di mantenimento a carico del genitore non affidatario, possono essere adottati d'ufficio. In particolare, in materia di assegno di mantenimento per il figlio, il genitore affidatario può chiedere un adeguamento del relativo ammontare, alla stregua della svalutazione monetaria o del sopravvento di altre circostanze, verificatesi nelle more del giudizio, in particolare relative alle mutate condizioni economiche dell'obbligato ovvero alle accresciute esigenze del figlio. Infine, quando la casa familiare non [ ... leggi tutto » ]

Al coniuge superstite non può mai essere conferita la qualità di possessore dei beni ereditari in conseguenza dell'esercizio del diritto di abitazione e di uso dei mobili che corredano la casa familiare

Carla Benvenuto - 18 novembre 2015

La permanenza del coniuge superstite dopo il decesso dell'altro coniuge nell'abitazione familiare appare qualificabile come esercizio del diritto di abitazione e di uso dei mobili che la corredano. Questo vale sia qualora il coniuge superstite sia legatario (successione per testamento) sia nell'ipotesi di successione legittima: pertanto deve escludersi che il fatto di continuare ad abitare, dopo l'apertura della successione, nella casa familiare e ad utilizzare i mobili che la corredano possa conferire al coniuge superstite la qualità di possessore di beni ereditari. Questo il principio giuridico enunciato dai giudici della Corte di cassazione con la sentenza 23406/15. [ ... leggi tutto » ]



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