Assegno - revoca pagamento

Assegno protestato per difetto di autorizzazione - se il carnet è stato rilasciato dopo la revoca di sistema la banca è solidalmente responsabile nei confronti del beneficiario

Simonetta Folliero - 22 agosto 2016

Se un assegno viene protestato per difetto di autorizzazione, allora vuol dire che chi lo ha emesso (il traente) è correntemente oggetto di un provvedimento di revoca di sistema che gli vieterebbe, appunto, la sottoscrizione di titoli di pagamento. Qualora il carnet, da cui è stato tratto l'assegno protestato, fosse stato consegnato dalla banca (trattaria) al cliente, in epoca successiva a quella in cui era già operante la revoca di sistema, allora l'istituto di credito risulterebbe aver contravvenuto ad una regola di diligenza su di esso indiscutibilmente gravante, che caratterizza obiettivamente l'esercizio della propria attività: appunto verificare la perdurante legittimazione [ ... leggi tutto » ]

Ordine di revoca del pagamento per assegno bancario o postale - istruzioni per l'uso e controindicazioni

Ornella De Bellis - 4 ottobre 2014

Le legge stabilisce che l'ordine di non pagare l'importo facciale dell'assegno bancario, o postale, ha effetto solo dopo che sia spirato il termine di presentazione. La norma ha la doppia funzione di garantire la conservazione della provvista, a tutela dell'affidamento del beneficiario, quanto meno fino alla scadenza del termine di presentazione, e di consentire al traente, scaduto tale termine, di riacquistare la libertà di disporre della provvista, potendo l'assegno essere pagato anche successivamente alla scadenza di esso. Il trattario (la banca o Poste Italiane), sulla base del dettato normativo è libero di pagare l'assegno prima della scadenza del termine di [ ... leggi tutto » ]

L'ordine di non pagare l'assegno ha efficacia solo dopo la scadenza del termine di presentazione

Simonetta Folliero - 21 luglio 2014

L'assegno è un titolo esecutivo: ciò significa che, se presentato all'incasso nei termini previsti dalla legge e decorrenti dalla data indicata nel modulo, deve essere pagato. Il termine di presentazione è: otto giorni, se l'assegno è pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso; quindici giorni, se l'assegno è pagabile in un comune diverso da quello in cui è stato emesso L'assegno, anche se non presentato nei termini, rappresenta sempre un titolo esecutivo nei confronti del traente (di chi ha emesso l'assegno). Decorsi i termini di presentazione indicati in apertura dell'articolo, tuttavia, in caso di mancato pagamento per mancanza [ ... leggi tutto » ]

Assegno già emesso » si può chiedere all'istituto di credito di non pagarlo più?

Gennaro Andele - 17 aprile 2014

Una banca deve eseguire l'ordine impartito dal proprio cliente di non pagare più l'assegno già emesso. Purtroppo, però, dell'eventuale protesto resta unicamente responsabile il correntista. Chi ha già emesso un assegno può, in un momento seguente alla consegna, ordinare al proprio istituto di credito di non pagarlo più? Se si, quali sono le conseguenze? Cosa succede nell'eventualità di un protesto? Scopriamolo nel prosieguo dell'articolo. Si può chiedere alla banca di non pagare un assegno già emesso? Partiamo da un piccolo esempio: il signor Rossi ha dato al signor Bianchi un assegno, a titolo di pagamento per una prestazione che questi [ ... leggi tutto » ]

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