Simone di Saintjust

Se sapessi quante possibilità ha suo figlio di vincere il ricorso, molto probabilmente sarei un avvocato milionario. E invece …

Le dico che anche io farei ricorso, chiedendo l’audizione del presunto trasgressore ricorrente e dei testimoni che, asserendo il vero senza alcuna tema di smentita, potrebbero giurare che suo figlio quella sera d’agosto, a quell’ora, era da tutt’altra parte. Magari a Rimini con l’auto a prendere il sole (o a cenare sulla spiaggia).

Dipende dalla prefettura competente: a Roma, ad esempio, non riescono quasi sempre a rispondere a tutti nei termini di legge (180 o 210 giorni a seconda dove si consegna il ricorso) e quasi mai convocano il ricorrente o i testi citati per ascoltare cosa hanno da dire.

Per ovviare a questo inconveniente (sanzionato dalla Cassazione sentenza 13622/2009 – il presunto trasgressore che lo chiede, deve essere obbligatoriamente audito) è ormai prassi l’invio, da parte della prefettura, di raccomandate AR ad indirizzi sbagliati. Così, se il ricorrente non approfondisce la cosa, la prefettura si ritrova pur sempre con una ricevuta inviata, nei termini, da esibire allo sprovveduto ricorrente.

E’ altresì chiaro che in prefettura non leggono i ricorsi e quand’anche li leggessero il funzionario prefettizio è pur pur sempre un giudice di parte. Il procedimento non è mai formalmente corretto ed il ricorrente soccombe 99,99 volte su cento (la chiamano “fiducia preferenziale” a favore degli atti compilati da pubblici ufficiali).

Ma, qui sta il trucco, l’ingiunzione di pagamento che sicuramente suo figlio riceverà con tutte le violazioni di legge con cui all’ingiunzione si perviene (mancata audizione del ricorrente e dei testi citati, assenza di motivazioni, giudizio formulato oltre i termini) consente di ricorrere successivamente al Giudice di Pace ed ottenere la cancellazione della sanzione senza entrare nel merito di come essa sia stata irrogata, ma semplicemente rilevando tutte le violazioni di legge disinvoltamente perpetrate dallo Stato verso i suoi cittadini.

Altri, invece, preferiscono ricorrere direttamente al Giudice di Pace, alla luce di una successiva sentenza di Cassazione (sezioni unite civili n. 1786/2010) che fissa due principi:

  1. il Prefetto a cui e’ stato presentato ricorso può decidere di rigettare lo stesso ignorando del tutto le considerazioni del ricorrente ed anche l’eventuale richiesta di audizione dello stesso, senza che tutto cio’ costituisca motivo di annullamento del verbale in sede di opposizione al decreto prefettizio davanti al Giudice di pace.
  2. cio’ in quanto tutte le argomentazioni del ricorrente potranno comunque essere ripresentate in sede di opposizione al decreto prefettizio davanti al Giudice di pace.

Si tratta di una sentenza che, secondo molti, indebolisce la forza del ricorso al Prefetto, ritenuto utile soltanto in caso di conclamato errore o illecito (come del resto è il suo caso). E’ innovativo il fatto di poter ripresentare al Giudice di Pace gli argomenti presentati al Prefetto e da questo ignorati e quindi non citati nel decreto di rigetto.

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