Piero Ciottoli

Cominciamo subito col dire – solo per non confondere eventuali lettori della discussione – che il dott. Petrella ha parlato di vincoli affettivi, di affinità o parentela che in genere vengono assunti esistere, salvo dichiarazioni contrarie dell’interessato, per aggregarlo alla famiglia anagrafica ospite in occasione di trasferimenti di residenze.

I vincoli di affinità sono quelli che intercorrono con i parenti acquisiti (suocero, suocera, nuora, genero, cognato ecc.).

Per quanto attiene gli altri interrogativi che lei pone, non so darle risposta senza cadere nella politica. Il nostro è uno stato clericale a tutti gli effetti, dove le unioni di fatto non hanno pari dignità di quelle tradizionali riconosciute da Stato o Chiesa.

Bisognerebbe domandarsi anche perchè la chiesa cattolica non paga l’ICI per edifici non propriamente dedicati al culto. O perchè l’istruzione privata nelle scuole private gestite dalla chiesa cattolica venga erogata da docenti pagati dallo Stato, ma scelti dai vescovi.

In alcune regioni italiane, addirittura, per l’esenzione ticket non viene considerato il nucleo familiare ISEE ma quello fiscale.

Infatti Compongono il nucleo familiare fiscale, oltre al coniuge non legalmente ed effettivamente separato, le persone non conviventi a carico per le quali spettano le detrazioni per carichi di famiglia in quanto titolari di un reddito non superiore ad Euro 2.840,51.

Esempio di applicazione: madre senza reddito convivente con figli minore e padre naturale non convivente. Il nucleo familiare ISEE sarebbe costituito dalla madre e dai figli soltanto, con reddito familiare nullo. Ma se il padre naturale, non convivente, percepisce reddito e gode delle detrazioni IRPEF per i figli, il nucleo familiare fiscale va a comprendere madre, padre e figli (il nucleo familiare fiscale non potrebbe essere costituito solo dal padre naturale e dai figli minori, essendo questi ultimi presenti nello stato di famiglia della madre).

L’effetto (in?)desiderato ed iniquo è rappresentato dal reddito familiare fiscale calcolato, di conseguenza, da quello del padre naturale. Questo anche se, come quasi sempre accade, il padre naturale non contribuisce in alcun modo al mantenimento dei figli.

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