Tullio Solinas

Ci mancherebbe che non fosse vero. Ma le è sfuggita una sentenza, recentissima, ancor più rivoluzionaria: la 349/35/11 della Commissione Tributaria Provinciale di Milano, la quale afferma, in sostanza, che Equitalia non è un soggetto legittimato alla notifica degli atti.

Dunque, tutte le cartelle notificate attraverso il servizio postale sarebbero da considerarsi nulle. E non risulterebbe possibile sanare la nullità, anche se comunque il contribuente è venuto a conoscenza dell’esistenza dell’atto.

Sono passati alcuni anni, ma la storia si ripete, come sappiamo. Solo che la memoria dei cittadini sembra essere corta, molto corta. Prima del 2007 ci furono analoghe sentenze di CTP, CTR e Cassazione che sancirono la nullità delle cartelle esattoriali in cui non ci fosse l’indicazione del responsabile del procedimento. Ed erano davvero tante.

Addirittura la Corte Costituzionale con l’ordinanza n. 377/2007, aveva affermato che l’indicazione del responsabile del procedimento fosse un “adempimento di non scarsa utilità”, correlato al diritto di difesa del cittadino e al buon andamento della Pubblica Amministrazione.

Poi, venne la legge “milleproroghe” 2007, con la quale deputati e senatori stabilirono che la nullità delle cartelle di pagamento cosiddette “mute”, prive cioè dell’indicazione del responsabile del procedimento di iscrizione a ruolo e di quello di emissione e di notificazione delle stesse, doveva valere solo in futuro, esclusivamente per quelle riferite ai ruoli che sarebbero stati consegnati agli agenti della riscossione (Equitalia) a decorrere dal 1° giugno 2008.

Ma, nel frattempo, una schiera di professionisti – abilitati a difendere i contribuenti nelle commissioni tributarie – di soldini ne aveva fatti tanti. Anche se alla fine le cartelle andavano pagate comunque, anche con gli interessi, e senza l’indicazione del responsabile del procedimento.

Basterebbe fare una ricerca su Google per capire se quei signori sono gli stessi che, ante 2007, strillavano ai quattro venti che la cartella muta doveva intendersi nulla, auspicando migliaia di ricorsi.

Potrebbe andare diversamente? Lo stato scrive le leggi ed Equitalia le applica. Anche questo senbrano dimenticare i cittadini che abboccano all’amo quando la classe politica, per distogliere l’attenzione da ben altre sconcezze, resta in silenzio se i media si accaniscono contro un soggetto istituzionale che altro non fa se non eseguire gli ordini del padrone.

Ma anche noi abbiamo nel DNA la propensione ad attaccare l’anello più in basso della catena di comando. E’ molto più facile e ci sentiamo meno responsabili .

Gli importi che dovranno essere introitati da Equitalia con le cartelle esattoriali notificate per posta servono anche per pagare la pensione di Scilipoti e Razzi, l’indennità di consigliere regionale per la Minetti, i costi dell’Avanti di Lavitola, la mance alle cricche – quelle che si fregano le mani quando c’è un terremoto perchè così bisognerà ricostruire – la casa di Scajola con vista sul Colosseo, le vacanze di Malinconico al Pellicano di Porto Ercole.

E potrei continuare all’infinito. E come si fa, allora? Basta la prossima leggina. La faranno insieme, se ne può stare certi, con responsabilità bipartisan, da sinistra a destra. In gioco c’è la fine dei privilegi.

Tanto sarà Equitalia ad aver cospirato per cambiare le regole del gioco. Lei che continuerà a riscuotere cartelle notificate per posta anche se era stato giuridicamente sancito che la cosa non si poteva fare … Ammazza ma quanto son potenti, cattivi ed esosi questi di Equitalia!

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