Ludmilla Karadzic

Per quel che attiene la prima domanda, circa il possibile contenuto e le finalità delle annotazioni al fascicolo del pignoramento non siamo, evidentemente, in grado di fornire alcuna risposta: per quanto riguarda, invece, la possibilità di escussione del coniuge bisognerebbe leggere attentamente il contratto di finanziamento.

Se il coniuge ha sottoscritto il contratto di finanziamento in qualità di garante del debitore principale (il marito) con beneficio di escussione, egli non risponde del debito insoddisfatto prima dell’escussione del debitore principale, il quale ha già subito il pignoramento della pensione (articolo 1944 del codice civile).

Se, invece, il coniuge ha sottoscritto il contratto di finanziamento in qualità di condebitore solidale (articolo 1294 del codice civile) oppure di fideiussore senza beneficio di escussione, egli potrebbe essere escusso qualora il creditore ritenesse che l’azione esecutiva (ad esempio il pignoramento del conto corrente dove è confluita la liquidità derivante dallo smobilizzo di una quota immobiliare di eredità sopravvenuta) potrebbe abbreviare i tempi di soddisfacimento e rendere meno aleatorio il rimborso del credito azionato (Sempre ammesso che il creditore procedente sia in grado di disporre delle info necessarie relative al saldo di conto corrente).

Secondo l’articolo 483 del codice di procedura civile ed allo scopo di accelerare il rimborso del credito azionato, infatti, il creditore può valersi cumulativamente dei diversi mezzi di espropriazione forzata previsti dalla legge.

Il principio di cumulabilità dei mezzi di esecuzione (di cui all’articolo 483 del codice di procedura civile) deve, tuttavia, coordinarsi con il divieto di abuso degli strumenti processuali posto a tutela del debitore: a tale proposito, la Corte di Cassazione, con sentenza 7078/2015, ha stabilito che l’emissione di un’ordinanza di assegnazione, sebbene di regola non precluda la possibilità di ottenerne altre in relazione allo stesso titolo e fino alla soddisfazione effettiva del credito, renda illegittima la scelta del creditore di intraprendere una nuova esecuzione, allorché egli sia stato integralmente soddisfatto in forza di detto provvedimento.

Ora, è vero che il creditore procedente dovrebbe ritenersi integralmente soddisfatto dalla trattenuta pensionistica ottenuta presso l’INPS fino al rimborso integrale del credito azionato, ma è pur vero che egli potrebbe lamentare i tempi di rimborso eccessivi (ancorché compensati dagli interessi legali applicati) e l’alta probabilità di premorienza del debitore esecutato, con un eventuale credito residuo difficilmente escutibile dagli eredi (che potrebbero anche rinunciare all’eredità), e quindi essere autorizzato a procedere con il pignoramento di sopravvenienze attive (come il deposito in conto corrente dei proventi di una quota ereditaria a favore del condebitore) formatesi dopo l’assegnazione della trattenuta pensionistica applicata al debitore principale.


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