Andrea Ricciardi

Alcuni bonus sono in scadenza a fine 2022 come per esempio il bonus trasporti, mentre altri subiranno variazioni, altri ancora sono confermati per tutto il 2023: facciamo il punto della situazione partendo da ciò che si sa oggi, non è da escludere che il governo decida di apportare ulteriori modifiche o di rifinanziare alcune delle misure che si apprestano a tramontare.

Prendiamo qui in esame i bonus che più hanno incontrato il favore dei cittadini.

Il bonus ristrutturazione 2023 resterà in vigore la detrazione pari al 50% delle spese sostenute dal 26 giugno 2012 entro un limite massimo di 96mila euro fino alla scadenza naturale dell’agevolazione, attualmente fissata al 31 dicembre 2024. Sono ammessi gli investimenti per il rinnovo di parti degli immobili, inclusi gli interventi strutturali, purché non subentrino variazioni volumetriche dell’edificio. Tra questi figurano il restauro e il risanamento conservativo, così come gli interventi di demolizione e ricostruzione. Al momento attuale non ci sono elementi che smentiscano il futuro della misura dopo il 2024, quando l’agevolazione scenderà al 36% su un tetto di spesa massimo di 48mila euro.

Bonus casa 2023: agevolazione che prevede sconti per gli under 36 con un Isee fino a 40mila euro che intendono comprare casa. Per chi compra da un privato, il bonus prevede l’esenzione dall’imposta di registro (calcolata partendo dalla rendita catastale moltiplicata prima per 1,05 e poi per 11°) e da quelle ipotecarie. Oltre a ciò, l’Iva al 4% viene restituita sotto forma di credito di imposta da recuperare sulla dichiarazione dei redditi futura. Il governo ha espresso la volontà di prorogare il bonus casa anche per il 2023 ma non ha fornito altre indicazioni utili.

Bonus facciate 2023: la pulitura esterna degli edifici, la loro eventuale ritinteggiatura e gli interventi di isolamento termico dà diritto a una detrazione fiscale del 60% che raggiunge la sua naturale scadenza alla fine del 2022. Non è quindi prevista al momento un’estensione futura del bonus facciate che, peraltro, ha visto diminuire nel tempo la percentuale detraibile la quale, dal 90% del 2020, è scesa al 60% per gli anni 2021 e 2022. In alcuni casi specifici si può però fare ricorso all’Ecobonus in scadenza nel 2024.

Superbonus 110 2023: tra i bonus edilizi oggetto di revisione figura il Superbonus 110%, particolarmente discusso ed esposto a critiche di diversa natura. A partire dal primo gennaio del 2023 la facilitazione per i condomini passerà dal 110% al 90% e, altra novità, è prevista una proroga per gli edifici monofamiliari e le villette. Queste ultime, infatti, sono oggi assoggettate alla logica del 110% soltanto nei casi in cui sia stato possibile raggiungere il 30% dei lavori entro il 30 settembre del 2022. Tale termine è stato prorogato fino a marzo del 2023, sempre mantenendo la formula del 110%. Inoltre, limitatamente ai lavori iniziati nel corso del 2023 per le case indipendenti, si può usufruire del Superbonus al 90% ma soltanto se si tratta della prima casa e soltanto per contribuenti il cui reddito è inferiore ai 15mila euro. Nel caso di coniugi il reddito deve rimanere sotto i 30mila euro annui, che diventano 37.500 per le coppie con un figlio per poi aumentare di 15.000 euro annui per ogni altro figlio a carico. In questo modo possono accedere al Superbonus al 90% quei nuclei famigliari di 4 persone (due genitori e due figli) il cui reddito è inferiore ai 52.500 euro annui.

Per quanto riguarda i condomini, invece, è prevista la riduzione del bonus al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Una proroga è concessa per le zone colpite dal terremoto, laddove i Superbonus resterà al 110% fino al 31 dicembre 2025.

Il bonus asilo nido è un contributo fino a 3mila euro annui destinato al pagamento delle rette degli asili nido e ad altre forme di assistenza domiciliare per i bambini con gravi patologie e di età inferiore ai tre anni. La fine del periodo di erogazione, prevista per il 31 dicembre del 2022, è in realtà già in essere giacché i fondi sono prossimi a finire.

Il bonus bebè, un assegno mensile destinato a chi nel corso del 2021 ha avuto un figlio, ne ha adottato uno o ne ha preso uno in affido pre-adottivo, raggiungerà la propria scadenza alla fine del 2022.

Non sono ancora del tutto note le intenzioni del governo per gli anni a venire.

Se ne potrà usufruire anche nel 2023 anche se in modo ridotto. Fino al 31 dicembre 2022 è prevista una detrazione del 50% per i mobili e i grandi elettrodomestici di classe energetica efficiente. Acquisti, questi ultimi, che sono da effettuare in relazione a lavori di ristrutturazione edilizia. Nel 2023 il bonus verrà limitato a un massimo di spesa di 5mila euro contro i 10mila attuali.

Al di là di iniziative prese da singole regioni, il bonus fotovoltaico rientra nelle logiche del bonus ristrutturazione, quindi una detrazione fiscale del 50% della spesa sostenuta fino a 96mila euro entro la fine del 2024. Se l’istallazione dei pannelli fotovoltaici rientra nei lavori relativi alla riqualificazione dell’immobile valgono invece le politiche decise in materia di Superbonus.

Bonus trasporti: l’agevolazione fino a un massimo di 60 euro mensili è prevista fino al 31 dicembre 2022 a patto che i fondi siano sufficienti. È entrato in vigore il primo settembre del 2022 e ha incontrato da subito il favore della platea, tant’è che nei primi 20 giorni è stato chiesto da un milione di persone. Non ci sono indicazioni su un’eventuale proroga al 2023.

Tra gli altri bonus edilizi va citato quello contro le barriere architettoniche che può essere richiesto per gli adeguamenti da effettuare su edifici già esistenti. Fino al 31 dicembre permette la detrazione del 75% delle spese dall’Irpef o dall’Ires. Nel 2023 sarà necessario ricorrere o al bonus casa o al Superbonus.


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