Giuseppe Pennuto

Gli autovelox sono strumenti per il controllo della velocità dei veicoli, come previsto dal comma 6 dell’articolo 142 del Codice della Strada: la norma prevede che per il controllo della velocità le autorità debbano utilizzare solo apparecchiature debitamente omologate.

Alcuni dei dispositivi autovelox presenti sulle strade italiani però non lo sono; essi infatti sono solo approvati aprendo così la possibilità ai ricorsi degli automobilisti multati.

Per far fronte all’ingente mole di ricorsi, il Governo nel prossimo Decreto Infrastrutture vorrebbe introdurre una sorta di sanatoria per gli autovelox non omologati.

La modifica al Codice della Strada sugli autovelox vorrebbe equiparare i termini approvazione e omologazione, all’interno dell’articolo 142 comma 6.

Di fatto si andrebbero a legalizzare gli apparecchi attualmente fuori legge, conseguentemente azzerando i ricorsi degli automobilisti.

Già in passato il Ministero delle Infrastrutture ha sempre espresso pareri secondo cui le espressioni “omologazione e approvazione” sono da considerare equivalenti. Ma molte sentenze e ricorsi hanno smentito l’interpretazione ministeriale. Ecco perché il Ministero va direttamente alla fonte inserendo l’equiparazione nel Codice della Strada.

Secondo l’attuale normativa l’omologazione è una procedura che viene eseguita una sola volta, al momento del rilascio dell’autorizzazione all’utilizzo dell’autovelox, quindi in una fase anteriore al suo primo utilizzo.

L’omologazione è regolamentata dall’articolo 192, secondo comma, del Regolamento di attuazione al Codice della Strada, che stabilisce che detta omologazione viene rilasciata –su richiesta della ditta produttrice dell’autovelox- dall’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale del Ministero dei Lavori Pubblici e consiste nell’accertamento della corrispondenza ed efficacia dell’autovelox alle prescrizioni stabilite dal regolamento stesso di attuazione al Codice della Strada.

Attualmente le multe sono valide solo se l’autovelox è stato omologato.

L’omologazione deve essere poi depositata presso l’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale.

L’approvazione di un autovelox viene regolamentata dal terzo comma dell’articolo 192 del Regolamento di attuazione al Codice della Strada.

Viene stabilito che l’omologazione viene rilasciata per tutti quegli apparecchi per i quali il regolamento di attuazione non stabilisce le caratteristiche fondamentali o particolari prescrizioni.

La sanatoria elimina la differenza fra omologazione e approvazione.

L’approvazione viene rilasciata previa presentazione di apposita domanda, da parte della ditta produttrice, in carta legale all’Ispettorato generale per la circolazione e la sicurezza stradale, corredata da una relazione tecnica, da certificazioni di enti riconosciuti o laboratori autorizzati su prove alle quali l’apparecchio è stato già sottoposto, nonché da ogni altro elemento di prova idoneo a dimostrare l’utilità e l’efficienza.

Ma allora qual è la differenza fra omologazione e approvazione di un autovelox?

La differenza tra un procedimento di omologazione e uno di approvazione sarebbe dunque da ricercarsi unicamente nel fatto che per il primo esistono le relative norme tecniche di riferimento, europee e/o italiane, specifiche per la funzione fondamentale svolta dal dispositivo/sistema, mentre per il secondo manca tale riferimento.


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