Gennaro Andele

Potrebbe rivelarsi un boomerang la nuova norma che permette ai cittadini italiani di guidare senza limiti veicoli con targhe estere di proprietà di persone non residenti in Italia: l’adeguamento alle leggi europee potrebbe costare caro al Fisco, che rischia di vedere andare in fumo le entrate di un tempo.

Se, poi, si fa riferimento alla drastica riduzione degli incentivi per l’acquisto dei mezzi, in particolare per le imprese, è chiaro che saranno in tanti a ricorrere allo stratagemma delle vetture immatricolate all’estero per ottenere gli sconti fiscali previsti in quelle nazioni.

Si attende solamente il testo definitivo del Dpcm perché tutto ciò diventi legge.

Già da sette giorni, in ogni caso, è possibile per i residenti in Italia circolare liberamente con un veicolo dotato di targa estera.

Questo è possibile se l’interessato regista la vettura e porta con sé a bordo la carta di circolazione intestata al proprietario straniero.

Si tratta di un cambiamento notevole, dato che precedentemente c’era il tassativo divieto di guidare sul territorio nazionale veicoli con targa estera per chi risiedeva in Italia da più di sessanta giorni.

Oggi, se si vuole viaggiare liberamente oltre ai trenta giorni stabiliti dalla norma, basta iscrivere la macchina o la moto al Reve (Registro veicoli immatricolati all’estero) per poter circolare in Italia senza alcun limite di tempo.

È evidente che con il nuovo sistema anche le auto con targhe straniere saranno soggette al codice della strada e potranno essere sanzionate in Italia, ma si potrà evitare il Fisco italiano.

Non si dovranno più pagare l’Imposta provinciale di trascrizione e il bollo auto e le perdite per l’erario saranno notevoli.

Anche il mercato automobilistico ne risentirà, poiché i veicoli verranno acquistati in Paesi esteri.

Per le vetture a noleggio, l’Associazione di noleggiatori e car sharing ha già fatto sapere che la prossima estate i prezzi lieviteranno sensibilmente.

Per ovviare agli aumenti sarà possibile per le concessionarie far arrivare dall’estero macchine da nazioni meno turistiche.

Anche in questo caso si potranno aggirare gli ostacoli e risparmiare dal punto di vista fiscale, riuscendo allo stesso tempo a far pagare meno il turista che noleggia il mezzo di trasporto.


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