Andrea Ricciardi

Non solo rincari per pasta, pane, verdure, caffè, biscotti, oltre all’ormai dramma legato agli aumenti folli per benzina e diesel: un altro prodotto fondamentale per la nostra alimentazione ha visto un rincaro importante, si tratta del latte.

Il mais e la soia hanno subito rincari del 200%, quello dei fertilizzanti per coltivare foraggi del 300%, ecco perché per gli allevatori la produzione di un litro di latte costa 10 cent in più.

Anche per il latte, la colpa degli aumenti dipende dai rincari dei costi delle materie prime. A lanciare l’allarme sono le filiere lattiero-casearia che hanno chiesto alla grande distribuzione di adeguare i listini e ritoccare i prezzi all’insù per riequilibrare i conti tra costi e ricavi.

Uno sforzo richiesto anche ai consumatori che devono capire come le condizioni di insostenibilità che sta vivendo il settore rischia di mettere a repentaglio la sopravvivenza delle imprese.

E’ necessario convocare il tavolo della filiera e chiedere un intervento emergenziale straordinario del governo.

Si tratta di un problema nazionale, dove il rincaro delle materie prime e dei costi energetici, sta vanificando gli sforzi compiuti e quindi solo l’intervento dello stato può fare qualcosa.

Quello del latte è solo l’ennesimo rincaro che le famiglie devono sobbarcarsi.

Dopo l’aumento folle delle bollette di luce e gas fino al 50% in più e i prezzi in volata per il carburante, con la benzina che rischia di toccare 2 euro al litro, anche i prodotti alimentari hanno subito un vero salasso.

Pane, pasta, biscotti, cereali, ma anche le verdure e ora il latte con prezzi aumentati rischiano di mettere in ginocchio le famiglie.


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