Andrea Ricciardi

In merito al superbonus 110% e altri bonus edilizi, si va verso un nuovo aggiornamento delle regole: anche in seguito alle polemiche sollevate dalle associazioni di categoria dopo la stretta riguardante le cosiddette cessioni di credito elaborata dal governo per porre un freno al rischio di truffe nelle richieste di agevolazioni fiscali nel settore, il governo ha deciso di innestare una parziale marcia indietro.

L’intenzione è modificare il decreto legge Sostegni ter, nella parte riguardante l’edilizia, togliendo limiti alle cessioni di crediti maturati dalle aziende costruttrici con i bonus, oggi ridotte a un unico “passaggio di mano” . Le cessioni, però, dovranno avvenire tra istituti vigilati dalla Banca d’Italia, e all’interno di entità – banche e intermiediari – appartenenti ad uno stesso gruppo.

Sul fronte delle cifre già sequestrate dalle diverse procure italiane in seguito a verifiche su cessioni di credito “sospette” – una somma che si aggira, per ora, sui due miliardi di euro, ai quali se ne potrrebbero aggiungere presto altri due – l’esecutivo starebbe pensando di allungare i tempi di utilizzo dei crediti dissequestrati.

Il governo ha fatto sapere di essere al lavoro per “correzioni mirate”, anche dopo che le imprese sono scese in piazza a Roma per protestare contro un giro di vite che, a detta dei costruttori, rischia di paralizzare il settore dell’edilizia, con conseguenti perdite di posti di lavoro e fermo dei cantieri. Le modifiche dovrebbero essere varate dal consiglio dei ministri già la prossima settimana ed essere inserite nel decreto Energia o nel Milleproroghe.


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