Michelozzo Marra

Sicuramente il creditore del fallito rimasto insoddisfatto dalla procedura fallimentare di ripartizione dell’attivo, può aggredire il patrimonio del coniuge del fallito in comunione dei beni per soddisfare il credito insoddisfatto erogato, nel 2009, all’altro coniuge (se si suppone che nel 2009 il debitore fosse già coniugato in regime di comunione dei beni): inutile, adesso, cambiare il regime patrimoniale coniugale in separazione dei beni se, nel 2009, il debito fu conseguito in regime di comunione.

L’articolo 179 del codice civile elenca i beni esclusi dalla comunione, ovvero i beni personali del coniuge:

non costituiscono oggetto della comunione e sono beni (per beni intendere anche debiti) personali del coniuge:

a) i beni di cui, prima del matrimonio, il coniuge era proprietario o rispetto ai quali era titolare di un diritto reale di godimento;
b) i beni acquisiti successivamente al matrimonio per effetto di donazione o successione, quando nell’atto di liberalità o nel testamento non è specificato che essi sono attribuiti alla comunione;
c) i beni di uso strettamente personale di ciascun coniuge ed i loro accessori;
d) i beni che servono all’esercizio della professione del coniuge, tranne quelli destinati alla conduzione di una azienda facente parte della comunione;
e) i beni ottenuti a titolo di risarcimento del danno nonché la pensione attinente alla perdita parziale o totale della capacità lavorativa;
f) i beni acquisiti con il prezzo del trasferimento dei beni personali sopraelencati o col loro scambio, purché ciò sia espressamente dichiarato all’atto dell’acquisto.


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