Giorgio Valli

L’imposta municipale propria (IMU) su una unità abitativa è l’imposta dovuta per il possesso di fabbricati, escluse le abitazioni principali classificate nelle categorie catastali diverse da A/1, A/8 e A/9,ed è dovuta dal proprietario o dal titolare di altro diritto reale (usufrutto, uso, abitazione, enfiteusi, superficie).

L’abitazione principale è definita come l’unità immobiliare (con relative pertinenze) in cui il soggetto passivo e i componenti del suo nucleo familiare (nella fattispecie prima dell’allontanamento giudiziale) risiedono anagraficamente e dimorano abitualmente.

E’ assimilata all’abitazione principale la casa familiare assegnata al genitore affidatario dei figli, a seguito di provvedimento del giudice che costituisce altresì, ai soli fini dell’applicazione dell’imposta, il diritto di abitazione in capo al genitore affidatario stesso.

Quindi il proprietario allontanato dall’unità abitativa in cui continuano a vivere il genitore dei propri figli ed i figli e che prima del provvedimento giudiziale era compreso nello stesso stato di famiglia della compagna e dei figli, non è tenuto a pagare l’IMU.

Tuttavia, come spesso accade, in caso di accertamento per omesso versamento IMU da parte del Comune in cui è ubicato l’immobile, il proprietario allontanato dal giudice sarà costretto a presentare istanza in autotutela e, talvolta, anche ricorso alla Commissione Tributaria Provinciale (CTP), allegando il provvedimento giudiziale. Infatti, se quest’ultimo non è trascritto nei Pubblici Registri Immobiliari, il Comune in cui è ubicato l’immobile, verificato che il proprietario non risiede nell’unità abitativa, non ha modo di conoscere il provvedimento di allontanamento giudiziale.


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