Ludmilla Karadzic

Siamo d’accordo sull’impignorabilità della singola licenza commerciale per la vendita di prodotti su cui insiste il monopolio di Stato: la licenza commerciale per la rivendita di prodotti forniti dai Monopoli di Stato, infatti, non è pignorabile, anche se trasferibile, dietro corrispettivo, insieme all’intera attività commerciale.

Sigarette, sale, gratta e vince ed in genere tutti i prodotti forniti dai Monopoli di Stato non sono efficacemente pignorabili ed espropriabili attraverso vendita all’asta, in quanto risulterebbero rivendibili solo da operatori autorizzati: perciò l’eventuale valore di realizzo di una vendita all’asta sarebbe più che vile, vista la limitata platea di soggetti che potrebbero parteciparvi.

L’aggio percepito dal tabaccaio (che varia in base ai diversi prodotti del Monopolio: in genere è pari al 10% sui tabacchi e all’8% sui giochi e gratta e vinci), in realtà, si sostanzia nello sconto praticato al tabaccaio sul prezzo di acquisto dei prodotti – soggetti a Monopolio di Stato – che l’esercente intende commercializzare e, pertanto, risulterebbe improponibile una azione di pignoramento presso terzi.

Pertanto, per andare sul sicuro, la cosa più opportuna da fare a nostro parere, almeno per operare una sorta di forzatura psicologica sul debitore e indurlo ad adempiere, è quella di procedere al pignoramento ex articolo 515 del codice di procedura civile: gli strumenti, gli oggetti e i libri indispensabili per l’esercizio della professione, dell’arte o del mestiere del debitore possono essere pignorati nei limiti di un quinto, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni rinvenuti dall’ufficiale giudiziario o indicati dal debitore non appare sufficiente per la soddisfazione del credito; il predetto limite non si applica per i debitori costituiti in forma societaria e in ogni caso se nelle attività del debitore risulta una prevalenza del capitale investito sul lavoro.

Visto il valore dei beni forniti dal Monopolio di Stato che, sebbene praticamente impignorabili, contribuiscono, comunque, al valore complessivo su cui calcolare il quinto pignorabile, l’azione esecutiva contro il debitore inadempiente dovrebbe lasciare l’esercizio senza arredi (in soldoni, le sigarette finirebbero con l’essere esposte sul pavimento).

Insomma, è possibile pignorare fino ad un quinto del valore commerciale dei beni contenuti nell’esercizio: banconi, strutture su cui posizionare i pacchetti di sigarette, altri prodotti (cartoleria, pipe, profumi, eccetera) eventualmente commercializzati. Addirittura, se la tabaccheria è di proprietà di una società, il limite del 20% nemmeno si applica.


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