Gennaro Andele

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto attuativo del Ministero della Salute relativo al cosiddetto bonus latte pel le madri con patologie: sostanzialmente, si tratta di un contributo per l’acquisto di sostituti delle formule per lattanti, qualora non fosse possibile ricorrere alle banche del latte umano donato (BLUD), alle donne affette da condizioni patologiche che impediscono la pratica naturale dell’allattamento, tenendo anche conto dei requisiti economici per accedere al già menzionato beneficio.

Vediamo meglio di cosa si tratta.

Il bonus latte consiste in un contributo pari a 400 euro a favore delle donne affette da condizioni patologiche che impediscono la pratica naturale dell’allattamento con un indicatore della situazione economica equivalente ordinario (Isee) non è superiore a 30 mila euro annui.

Ad ogni modo, la determinazione dell’importo effettivo da riconoscere agli aventi diritto che ne abbiano fatta richiesta è effettuata dalla regione o provincia autonoma sulla base del numero delle richieste pervenute nel rispetto del limite del finanziamento assegnato.

Le regioni e province autonome stabiliscono anche le modalità e i termini per la richiesta del contributo da parte degli aventi diritto.

Il contributo è riconosciuto per il tempo necessario all’allattamento e comunque non oltre il sesto mese di vita del neonato.

Le condizioni patologiche che impediscono l’allattamento e che permettono il riconoscimento del bonus latte sono elencate nell’allegato 1 allo stesso decreto.

Sulla base della certificazione delle condizioni patologiche che impediscono l’allattamento, il medico prescrive mensilmente le formule per lattanti.

L’azienda sanitaria locale di appartenenza autorizza l’erogazione del contributo.

Infine, i prodotti sono erogati direttamente dai centri di riferimento presso i quali sono in cura le donne, dai presidi delle aziende sanitarie locali, dalle farmacie convenzionate e da tutti gli altri fornitori autorizzati alla vendita.


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