Andrea Ricciardi

I conti correnti tradizionali, ma anche quelli online, e le relative operazioni hanno costi in aumento: secondo una ricerca, il settore dell’home banking sta diventando quello su cui le banche hanno concentrato alcuni rincari.

Mediamente, i rincari si collocano tra 11% e 15%, a seconda del profilo del cliente, in base alla suddivisione adottata da Bankitalia: famiglie con operatività media, giovani, anziani con operatività media.

Il costo di un conto corrente non dipende solo dal canone mensile ma tante altre commissioni applicate sulle operazioni e sui servizi che transitano sul conto. Non solo: Anche i conti online possono non essere più totalmente gratuiti come si potrebbe pensare. Perché? Di fronte a tassi d’interesse vicini allo zero per i mutui, le banche cercano di fare cassa alzando l’asticella sul fronte di altri servizi.

Visto che da tempo non si può affatto contare sugli interessi relativi alle somme depositate (sono azzerati), occorre trovare il modo per arginare le spese. Tra i costi fissi – sottolinea Altroconsumo – figurano il canone mensile del conto corrente e quello annuale della carta di debito e della carta di credito, se chiesta alla stessa banca.

Ci sono anche le spese di gestione del conto titoli e le spese di liquidazione interessi, che le banche applicano alla chiusura dell’anno per tirare le somme tra giacenze, interessi attivi, spese e interessi passivi.

Dopo ci sono le spese di comunicazione, per estratti conto e comunicazioni di trasparenza, e il canone dell’home banking. Non tutte le banche li applicano in blocco, in alcuni casi possono non esserci.

I costi variabili sono legati alle operazioni. Per esempio, le commissioni per i bonifici, quelle applicate ai prelievi agli sportelli di altre banche e quelle per i pagamenti Cbill o pagoPA. Più operazioni si fanno, più si paga, di solito.

Ecco inoltre le commissioni e gli interessi che la banca esige quando si va in rosso. Infine, le imposte: quella di bollo fissa – 34,20 euro l’anno l’anno su giacenze medie superiori ai 5.000 euro – e la ritenuta del 26% sugli interessi eventualmente maturati.

Come rimediare a queste spese in più?

Ecco sette regole:

  • Prelevare contanti solo per mezzo degli sportelli Atm della propria banca, per evitare commissioni.
  • Preferire sempre le operazioni online, che costano meno di quelle allo sportello.
  • Chiedere un fido se si va spesso in rosso, perché il conto scoperto costa molto di più.
  • Non lasciare troppi soldi liquidi sul conto, per evitare l’imposta di bollo. Meglio investire l’eccesso in altre forme di risparmio.
  • Carta di credito, mutui e prestiti si possono sottoscrivere anche altrove: la banca in cui si ha il conto di solito è più cara.
  • Leggere costantemente le comunicazioni della banca: in caso di modifiche peggiorative delle condizioni, può essere conveniente la chiusura del conto entro 60 giorni, alle vecchie condizioni, e aprirne un altro in una banca differente.
  • Consultare sempre il riepilogo delle spese che la banca invia all’inizio di ogni anno. Permette di comprendere quante e quali operazioni sono state fatte nell’anno precedente e quanto le abbiamo pagate.

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