Carla Benvenuto

La norma citata (articolo 92 del DPR 115/2002) stabilisce che se l’interessato all’ammissione al gratuito patrocinio convive con il coniuge o con altri familiari, i limiti di reddito IRPEF per l’accesso al gratuito patrocinio sono elevati di euro mille e 032,91 per ognuno dei familiari conviventi.

Il numero di familiari conviventi è quello della famiglia anagrafica che emerge dallo stato di famiglia anagrafico e comprende, naturalmente anche i minori.

L’articolo 76 del medesimo DPR, aggiornato dalla legge 24/2021, ha fissato la soglia di reddito IRPEF percepita dalla famiglia anagrafica di appartenenza del richiedente gratuito patrocinio non superiore ad euro 11.746,68.

Tutto questo vuol dire in particolare che, se il richiedente gratuito patrocinio fa parte di una famiglia anagrafica formata da due adulti ed un minore, per aver diritto al gratuito patrocinio, la medesima famiglia anagrafica deve aver complessivamente percepito – nel corso dell’anno in cui è stata presentata l’ultima dichiarazione (o si è ricevuta l’ultima Certificazione Unica CU) – un reddito IRPEF inferiore o uguale alla somma di 11.746,68 + 2 x 1.032,91 euro = 13.812,5.

A differenza di quanto si è compreso in prima battuta, la presenza di familiari conviventi, compresi i minori, innalza la soglia limite al di sotto della quale è possibile fruire del beneficio, favorendo, quindi, l’accesso al gratuito patrocinio.

Insomma, se la famiglia anagrafica in questione (due adulti ed un minore) ha percepito un reddito complessivo IRPEF imponibile di undicimila euro, qualsiasi soggetto incluso nello stato di famiglia ha pienamente diritto al gratuito patrocinio a spese dello Stato.


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