Giovanni Napoletano

Nell’ultimo anno la Consob ha oscurato in Italia qualcosa come 300 siti, tutti appartenenti alla black list dei portali che promettono ai consumatori di investire in qualcosa che nella realtà però non esiste: la piaga del falso trading online purtroppo esiste già da un po’, e ha già dimostrato con i fatti di essere molto pericolosa.

Sono centinaia le famiglie italiane finite sul lastrico perché abbindolate dai soldi facili e dall’aiuto – almeno così lo chiamano – del consulente personalizzato.

Questi siti, gestiti nella maggior parte dei casi da organizzazioni criminali internazionali, fanno leva sulla scarsa cultura finanziaria dell’Italia per architettare delle trappole in cui cadono ogni giorno persone nuove.

Innanzitutto, bisogna diffidare dai siti web che promettono rendimenti fuori mercato.

Si pensi ad esempio a quei portali che spingono gli utenti a credere in rendimenti superiori al 100%. Spesso e volentieri, questi stessi siti contattano gli utenti tramite i call center, al contrario invece delle società di trading perfettamente legali. Dunque, una delle prime discriminanti per riconoscere una potenziale truffa è la ricezione della proposta di iniziare a fare trading da un call center.

Bisogna inoltre diffidare anche da eventuali messaggi recapitati per telefono, mail sconosciute e banner pubblicitari fin troppo appariscenti presenti in rete.

Un altro campanello d’allarme lo deve destare il tipo di rapporto che si viene a creare con il finto broker. A differenza infatti dei consulenti di cui si servono le società legali, il broker del falso trading online sceglie da subito di instaurare un rapporto molto personale con il proprio cliente, cercando di carpirne stile di vita e possibilità di spesa.

Infine, come accennato all’inizio, bisogna assolutamente diffidare dalla promessa di guadagnare cifre iperboliche fin dall’inizio.

Il più delle volte capita infatti che il finto broker mostri un conto fittizio, facendo credere al proprio cliente guadagni stratosferici, portandolo così a investire ancora. Quando si arriva a questa situazione, purtroppo, è già troppo tardi.


Per visualizzare l'intera discussione, completa di domanda e risposta, clicca qui.