Lilla De Angelis

Se il datore di lavoro è la Pubblica Amministrazione (PA), la trattenuta verrà perpetuata dall’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale (INPS): altrimenti, il datore di lavoro sarà costretto a prelevare un quinto del Trattamento di Fine Rapporto (TFR) da destinare al cessionario.

Se il datore di lavoro non è la PA ed il prestito dietro cessione del quinto dello stipendio è stato notificato al gestore del fondo di previdenza complementare, anche quest’ultimo, in assenza di liberatoria concessa dal cessionario per estinzione anticipata della cessione, dovrà trattenere il montante netto maturato dal cedente (il debitore) da corrispondere, fino a soddisfacimento del credito, al cessionario (la banca erogatrice del prestito dieto cessione del quinto).

Qualora dovesse residuare ancora qualcosa da rimborsare, cedente e cessionario potranno accordarsi per l’estinzione anticipata, per un piano di rientro rateale oppure per un prestito dietro cessione del quinto della pensione finalizzato, integralmente o parzialmente, ad estinguere il residuo del prestito dietro cessione del quinto dello stipendio.

In assenza di un accordo il cessionario potrà procedere al pignoramento della pensione.


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