Gennaro Andele

In queste casistiche è il negoziante ad essere responsabile dei mobili difettosi durante i primi due anni dall’acquisto: si tratta della garanzia legale che entra in gioco ogni volta in cui il consumatore riscontra delle difformità dell’articolo acquistato rispetto alle caratteristiche dichiarate nella pubblicità, sulla confezione o dal venditore.

Un caso molto frequente riguarda i difetti di conformità che sopraggiungono dopo il montaggio dei mobili acquistati: anche in questo caso è possibile far valere la garanzia legale sul venditore.

Riassumendo, dunque, la garanzia legale ha queste caratteristiche:

  • vale due anni dalla consegna del bene;
  • è obbligatoria per legge;
  • non è derogabile (cioè non subisce eccezioni);
  • può essere fatta valere dal consumatore direttamente nei confronti del venditore (e non del produttore, salvo che non si voglia far valere la garanzia contrattuale).

Il consumatore, il cui bene abbia un difetto di conformità, deve rivolgersi dunque al rivenditore che è l’unico soggetto responsabile nei suoi confronti, a prescindere dal fatto che il difetto dipenda da un altro soggetto della catena distributiva: il cliente, per esercitare i suoi diritti, ha l’onere di denunciare il difetto di conformità entro il termine di due mesi dalla data in cui l’ha constatato, per iscritto mediante lettera raccomandata A/R o per e-mail o per fax.

Facendo valere la garanzia legale il consumatore ha diritto, a sua scelta, alla riparazione o alla sostituzione del bene difettoso da parte del venditore, senza addebito di spese.

Solo se il venditore non provvede a riparare o sostituire il bene entro il termine congruo (o la riparazione effettuata in precedenza ha portato notevoli inconvenienti) il consumatore può arrivare a chiedere la risoluzione del contratto.

Nel caso di mobili difettosi, accanto alla garanzia legale di conformità, il Codice del Consumo prevede la possibilità di offrire, gratuitamente oppure a pagamento, una garanzia convenzionale che non può limitare o escludere quella legale e che può comprendere servizi aggiuntivi di assistenza oppure semplicemente allungare il tempo previsto per la garanzia.

Oltre al problema dei mobili difettosi può insorgere il ritardo nella consegna. Quando si compra online un mobile si può pattuire in fase di acquisto la tempistica di consegna, in questo caso l’operatore deve attenersi ai tempi stabiliti. Diversamente, il professionista è obbligato a consegnare i beni senza ritardo ingiustificato e al più tardi entro 30 giorni dalla data di conclusione del contratto.

Se non lo fa, il consumatore in teoria dovrebbe invitarlo ad effettuare la consegna entro un termine supplementare appropriato alle circostanze e, se anche quest’ultimo scade senza che i beni gli siano stati recapitati, è legittimato a risolvere il contratto, salvo il diritto al risarcimento dei danni.

Se il consumatore chiede l’annullamento del contratto, il venditore è tenuto a rimborsare senza indebito ritardo tutte le somme versate in esecuzione del contratto.

Se il prodotto è stato acquistato a rate e si decide di annullare l’ordine è necessario avvertire anche la finanziaria.

Il mancato adempimento del contratto di vendita rende annullabile anche il contratto di finanziamento: il consumatore quindi può rivolgersi alla finanziaria e chiedere l’interruzione del pagamento delle rate e il rimborso di quanto pagato.

Qualora la finanziaria si rifiutasse o per avere maggiori informazioni è possibile contattare i nostri esperti.


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