Giuseppe Pennuto

Dei disegni di legge in via attuativa da parte del governo riservano la guida dei monopattini a chi ha compiuto i 18 anni: significa, ovviamente, che sarà vietato ai minorenni di guidare questi mezzi.

Poi, ci sarà l’obbligo di indossare il casco ed il giubbotto catarifrangente. Ci sarà anche il divieto di circolare con monopattini elettrici (e con gli altri mezzi assimilati) dopo il tramonto. Vuol dire che d’estate si potrà andare in giro di più, visto che il sole cala più tardi.

E ancora: verrà confermato il limite di velocità a 20 km/h e ci sarà la possibilità di circolare solo sulle strade urbane e sulle piste ciclabili con un limite di 30 km/h. Ci sarà il divieto di sosta sui marciapiedi, con possibilità di rimozione forzata.

Non è da escludere – e anche questa sarebbe un’importante novità – l’obbligo di copertura assicurativa, una sorta di Rc auto per i monopattini.

Se all’inizio era stata scartata (forse per motivi di opportunità, cioè perché ritenuto un vincolo poco popolare), le statistiche sugli incidenti avvenuti da quando è iniziata la fase sperimentale consigliano oggi di imporre una polizza non solo a chi utilizza i mezzi in sharing, come previsto oggi, ma a chiunque esca di casa con il monopattino elettrico. Va ricordato, infatti, che fino al mese di febbraio scorso ci sono stati 25 incidenti gravi di cui due mortali.

I feriti in prognosi riservata sono stati 11, una cinquantina quelli con prognosi fino a 40 giorni. Se consideriamo che finora il traffico nelle città è diminuito a causa delle limitazioni legate al coronavirus, in prospettiva, quando tutte le attività verranno riaperte e la circolazione tornerà «a regime» le insidie per chi viaggia su questi mezzi si moltiplicheranno inevitabilmente.

Il tutto in attesa che nelle città ci siano più spazi per la mobilità con biciclette, monopattini, monowheel, hoverboard e segway, a partire dalle piste ciclabili.

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