Carla Benvenuto

Quindi avrei una trattenuta di 42 euro sulla pensione, non male, ho fatto i conti, in base all’importo vantato a credito, sarò pignorato per una 40 di anni circa, auguro al creditore, anzi dovrebbe essere lui ad augurarmelo, di far parte della categoria dei longevi ultra centenari, considerando che oggi ho 67 anni.
Una cosa non comprendo, se il credito risulta inesigibile, vuol dire che i signori fino ad oggi (2016-2021) hanno sfruttato la deducibilità della imposta e nel contempo possono rientrare di tutto il montante segnalato in Centrale Rischi?

Il creditore originario ha ceduto il credito, e potrà iscrivere a bilancio la perdita, ovvero la differenza fra quanto prestato al debitore insolvente e quanto introitato dalla cessione. Fruendo di eventuali vantaggi fiscali derivanti dalla perdita conseguita.

Il cessionario, invece, iscriverà a bilancio, qualora recuperasse qualcosa, l’utile netto dato dalla differenza fra quanto recuperato e i costi della cessione, pagando le imposte di legge sul profitto conseguito.

Per quanto attiene la durata ultradecennale del piano di rimborso correlato alla trattenuta sul rateo pensionistico, tenga presente che il suo sarcasmo ha senso se, e solo se, non ha eredi, o, avendone, non ha nulla da lasciare loro.

Perché è chiaro che, in caso di premorienza del debitore all’estinzione del debito, saranno gli eredi (coniuge e figli) a dover rifondere il residuo, a meno che non rinuncino all’eredità.

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