Gennaro Andele

Se percorri abitualmente una autostrada, sarà capitato anche a te di imprecare per disagi, rallentamenti, lavori in corso dalla durata interminabile: così l’Autorità Garante della concorrenza e del Mercato (Antitrust o Agcm) è recentemente intervenuta proprio in questo settore con una pesante condanna nei confronti di Autostrade per l’Italia (Aspi).

Perché?

La società non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati, causati dalle gravi carenze da parte del concessionario nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza.

E’ questo il punto di arrivo dell’istruttoria avviata il 10 giugno 2020 dall’Antitrust che ha stabilito di una multa per la pratica commerciale derivante da alcune condotte attuate sulle autostrade A/16 Napoli-Canosa, A/14 Bologna-Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano.

In particolare, per lunghi tratti delle Autostrade citate, l’Autorità ha appurato una consistente riduzione delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni della velocità massima consentita.

Ciò ha comportato un notevole disservizio e un forte disagio ai consumatori in termini di code, di rallentamenti e quindi di tempi di percorrenza molto più elevati, senza prevedere un adeguamento o una riduzione dell’importo richiesto a titolo di pedaggio ai consumatori.

L’AGCM ha poi rilevato che sono risultate inadeguate le modalità informative sulle eventuali procedure di rimborso, come emerso in relazione all’Autostrada A/14 Bologna-Taranto, allorché le informazioni fornite sono rivelate omissive, inadeguate, intempestive, insufficienti quanto al modo di diffusione e non idonee a compensare i disagi arrecati agli utenti.

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