Genny Manfredi

I redditi da dichiarare nella DSU ISEE corrente, ai fini del Reddito di EMergenza (REM), sono quelli percepiti nel corso degli ultimi dodici mesi e comprendono gli assegni di mantenimento (a coniuge separato e al figlio) stabiliti in sede giudiziale di separazione legale. A meno che la richiedente REN non presenti ai servizi sociali del Comune di residenza richiesta di accertamento dell’assenza qualsiasi legame economico fra i coniugi, nonchè fra padre e figlio.

La soglia di reddito mensile familiare (reddito complessivo corrente ISEE/12) per la verifica della sussistenza del requisito per l’accesso al beneficio si ottiene moltiplicando il valore della scala di equivalenza per 400 euro.

Tale valore è pari a 1 per il primo componente del nucleo familiare ed è incrementato di:

– 0,4 per ogni ulteriore componente di età maggiore di 18 anni;
– 0,2, per ogni ulteriore componente minorenne, fino ad un massimo di 2, ovvero fino ad un massimo di 2,1 nel caso in cui nel nucleo familiare siano presenti componenti in condizioni di disabilità grave o non autosufficienza come definite ai fini ISEE.

In pratica per il nucleo familiare formato da un adulto ed un bambino la soglia di reddito per ciascuno dei mesi in cui è prevista l’erogazione del beneficio è pari a 480 euro. Se per ciascuno dei mesi in cui è prevista l’erogazione del beneficio il nucleo familiare percepisce un reddito maggiore, non si ha diritto al REM

Altri requisiti per l’accesso al REM sono:
– un valore del patrimonio mobiliare familiare (ISEE ordinario) con riferimento all’anno 2019 inferiore a una soglia di euro 10 mila, accresciuta di euro 5 mila per ogni componente successivo al primo e fino ad un massimo di euro 20 mila;
– un valore dell’ISEE 2019 inferiore ad euro 15 mila (ISEE ordinario).

In effetti non esiste alcuna soglia di sbarramento per il patrimonio immobiliare (sia corrente che ordinario).

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