Giovanni Napoletano

Continua l’aumento del prezzo dei carburanti, una risalita progressiva che se da un lato pesa sul portafogli degli italiani, dall’altro può essere vista meno negativamente perché in generale un aumento del prezzo dei carburanti è indice di un andamento migliore dell’economia.

Secondo i dati settimanali del ministero dello Sviluppo Economico appena pubblicati salgono ancora i prezzi dei carburanti, che in una sola settimana passano da 1,500 a 1,519 euro al litro per la benzina e da 1,373 a 1,391 euro per il gasolio.

Sul prezzo finale di carburanti influiscono decine di accise cumulatesi negli anni per finanziare diversi interventi: dalla guerra d’Etiopia alla ricostruzione dopo il terremoto nelle Marche.

In una sola settimana un pieno da 50 litri è aumentato di quasi 1 euro: 95 cent per la benzina e 90 cent per il gasolio”.

Da metà novembre ad oggi, c’è stata un’impennata dei prezzi del 9,6% per la benzina e del 10,8% per il gasolio.

In valore assoluto si tratta di 13,31 cent al litro per la benzina e 13,56 cent al litro per il gasolio.

Su un pieno di 50 litri l’aggravio è di 6 euro e 65 cent per la benzina e 6 euro e 78 cent per il gasolio.

Su base annua è pari ad una batosta ad autovettura pari a 160 euro all’anno per la benzina e 163 euro per il gasolio.

Aumenti che erano previsti in considerazione degli aumenti dei prezzi al barile già annunciati dai Paesi produttori di greggio.

Notizie che come detto non fanno bene alle tasche degli italiani ma che, come detto, non possono essere considerati un fatto completamente negativo in termini macroeconomici.

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