Piero Ciottoli

Se il patrimonio del de cuius lasciato in eredità e al netto dei debiti è positivo, allora la cosa più semplice da fare è accettare l’eredità, procedere alla successione e poi vendere i cespiti immobiliari ed infine pagare i debiti erariali. In teoria, ai sensi dell’articolo 460 del codice civile, i chiamati all’eredità possono (prima della divisione ereditaria e, dunque, quando non sono ancora eredi) compiere atti conservativi, di vigilanza e di amministrazione temporanea, e possono farsi autorizzare dall’autorità giudiziariaa vendere i beni che non si possono conservare o la cui conservazione importa grave dispendio. I chiamati all’eredità, inoltre, possono anche nominare un curatore dell’eredità che proceda alla liquidazione delle attività ereditarie della comunione. Tuttavia la procedura che consente la vendita dei beni immobili prima di diventare eredi e prima della successione, coinvolge professionisti quali avvocati e notai e potrebbe risultare dispendiosa.

Qualora invece il saldo attivo fosse negativo (i debiti sopravanzano il valore degli immobili), allora conviene che i coeredi rinuncino direttamente all’eredità.

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