Patrizio Oliva

Il nostro ordinamento previdenziale contempla la possibilità che i contributi figurativi (relativi, ad esempio, al periodo di servizio di leva militare) possano essere accreditati sul conto assicurativo del lavoratore per compensare periodi in cui si è verificata una interruzione o una riduzione dell’attività lavorativa, in conseguenza della quale non c’è stato il versamento dei contributi obbligatori da parte del datore di lavoro. In assenza di tali periodi di interruzione o riduzione dell’attività lavorativa, senza versamento dei contributi, i contributi figurativi riconducibili al servizio militare prestato, servirebbero esclusivamente ai fini dei requisiti per il diritto alla pensione.

Per calcolare l’incidenza sul rateo di pensione delle 53 settimane di contributi figurativi riconosciuti, si prende in considerazione la cosiddetta retribuzione figurativa, ossia la media delle retribuzioni settimanali percepite in costanza di rapporto di lavoro nell’anno solare in cui si collocano gli eventi da compensare.

Per quanto appena accennato, è impossibile determinare l’entità dell’aumento del rateo di pensione in conseguenza dell’accredito di 53 settimane di contributi figurativi riconducibili al servizio di leva, senza avere a disposizione i dati per il calcolo della retribuzione figurativa..

La retribuzione figurativa riconducibile al servizio militare, purtroppo, è accreditabile a domanda, per cui gli arretrati decorreranno esclusivamente dalla data di accoglimento dell’istanza presentata dal pensionato per il riconoscimento dei contributi figurativi.

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