Andrea Ricciardi

Era previsto arrivassero per l’inizio di febbraio invece, a quanto sembra, i rimborsi previsti dal cashback, istituito dal Governo come misura cuscinetto per le spese natalizie in era Coronavirus e rincorso da sei milioni di italiani, non vedranno la luce prima di Pasqua.

Nella catena degli imprevisti tecnici e non, il primo della lista riguarda PagoPa che solo ora sta aggiornando il calcolo dei rimborsi da erogare.

Concluso l’aggiornamento del calcolo dei rimborsi, dei partecipanti si vedranno riconoscere il diritto a ricevere l’extra cashback di Natale in quanto avranno raggiunto la soglia minima delle 10 transazioni necessarie, mentre altri visualizzeranno eventualmente un rimborso di importo superiore a quello che gli era stato notificato.

Il disguido è dovuto alla misteriosa scomparsa, a dicembre, di una quantità consistente di transazioni.

Ma non è tutto.

Nel caso in cui vi sia un mancato accredito o un errore sull’importo, bisognerà allora aspettare fino ad aprile per sperare nel ricalcolo.

La Consap, che gestisce i versamenti, accetterà i reclami solo da marzo in poi e avrà un mese di tempo per verificarli.

Chiaro è che, con ritardi di questo tipo, le associazioni dei consumatori e i consumatori stessi ora temono che i tempi si dilatino oltremisura.

Dopo un mese dal termine ultimo per avvalersi del cashback, ancora non si hanno notizie certe sulla cifra che s’ incasserà né sulla data esatta in cui si riscuoterà la somma.

Molti cittadini hanno già lamentato mancati o inesatti accrediti nel portafoglio dell’App Io: per questo Audiconsum, PagoPa e Consap sono stati convocati per definire misure condivise di intervento per i cittadini che a marzo chiederanno il riesame dei rimborsi.

A breve verrà rilasciato il modulo di reclamo per mancati o inesatti accrediti.

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