Andrea Ricciardi

WhatsApp, l’app di messaggistica più diffusa al mondo, ha inviato nei giorni scorsi un avviso a tutti i suoi utenti per informarli sul cambiamento dei “propri termini e l’informativa sulla privacy”.

Il timore di molti è che, una volta accettate le nuove condizioni, i dati relativi alle chat potessero essere ceduti a Facebook e Instagram, tutte società che fanno capo allo stesso proprietario di WhatsApp Mark Zuckenberg.

Il rischio che i nostri dati da WhatsApp vengano forniti a Facebook o ad altri, al momento, non è così concreto, ma il Garante della Privacy italiano ha contestato la decisione di Whatsapp, accusando l’azienda di poca trasparenza, tanto che la piattaforma ha posticipato di tre mesi l’aggiornamento dei termini di servizio.
WhatsApp può contare su oltre 2 miliardi di utenti che ogni giorno si scambiano miliardi di messaggi, foto e note vocali. A partire dal 7 gennaio 2021 sull’app è apparso un avviso in cui si richiedeva agli utenti di accettare alcune modifiche apportate all’informativa sulla privacy in uso nell’app.

È possibile rimuovere l’avviso (che comunque riappare ad ogni apertura dell’app) ma lo stesso WhatsApp ha inizialmente comunicato che, non accettando i nuovi termini, non sarebbe stato più possibile utilizzare i servizi a partire dal 8 febbraio 2021; successivamente la piattaforma di messaggistica ha rettificato posticipando i termini a maggio 2021.

Il rischio, secondo molti, sarebbe che una volta accettate le nuove condizioni di utilizzo i dati relativi alle nostre chat vengano a forniti a Facebook per finalità commerciali così che il social network possa indirizzare meglio la sua pubblicità nei nostri confronti.

Il GDPR protegge la privacy degli europei
I termini di utilizzo e l’informativa sulla privacy per gli utenti di WhatsApp nell’Unione Europea sono molto diversi da quelli del resto del mondo.

Infatti, in UE grazie a delle stringenti leggi che proteggono la privacy dei cittadini (tra cui il GDPR), allo stato attuale delle cose, per WhatsApp sarebbe impossibile condividere i dati delle nostre chat con Facebook per motivi commerciali.

Il motivo per cui l’azienda ha inviato l’avviso ai cittadini dell’UE, dunque, è principalmente legato all’aggiornamento di alcuni servizi per le aziende che operano sull’app, i cosiddetti account business.

Il che è facilmente desumibile confrontando i due diversi avvisi apparsi agli utenti UE e a quelli extra-UE: nel primo caso manca infatti il riferimento alla condivisione con Facebook.

WhatsApp nel mondo
Le modifiche apportate da WhatsApp nella gestione dei dati delle nostre chat, come dicevamo, non sono uguali in tutto il mondo. L’avviso arrivato ai cittadini non europei è infatti ben diverso, WhatsApp intende rendere obbligatoria la condivisione di alcuni dei dati delle chat con Facebook per scopi commerciali. Questo sta a significare che alcune delle pubblicità “su misura” che appaiono sui social network utilizzeranno anche i dati dei messaggi inviati su WhatsApp.

La cosa ha destato grandi preoccupazioni tanto che l’app considerata da molti la diretta competitor dell’azienda di Zuckerberg, Signal, ha raggiunto la vetta delle classifiche dei download perché considerata più rispettosa della privacy degli utenti.

“L’informativa deve essere superchiara”
Sul tema, come detto, è intervenuto anche il Garante della Privacy italiano secondo cui il messaggio con il quale WhatsApp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali sono poco chiari e devono essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy.

Il Garante ritiene che non sia possibile per gli utenti evincere quali siano le modifiche introdotte, né sia possibile comprendere chiaramente quale trattamento verrà riservato ai propri dati da parte dell’app di messaggi.

Per via dell’ampia diffusione dell’app di messaggistica, anche tra gli utenti non perfettamente digitalizzati, “l’informativa deve essere superchiara. Bene che si intervenga anche in via d’urgenza, così che si possa eventualmente rimediare prima dell’8 febbraio, tutelando gli utenti”.

Nel frattempo, il Garante ha portato la questione all’attenzione dell’Epdb, il Board che riunisce la Autorità privacy europee, riservandosi comunque di intervenire in via d’urgenza.

Per far fronte alle polemiche, Whatsapp ha deciso di rinviare il termine delle nuove condizioni di servizio per avere il tempo di spiegare agli utenti cosa di fatto cambierà. Secondo l’azienda: “stiamo posticipando la data in cui richiederemo ai nostri utenti di rivedere e accettare i termini. L’8 febbraio, nessun account verrà sospeso o eliminato. Continueremo a impegnarci per fare chiarezza sulle informazioni errate riguardanti la sicurezza e la privacy su WhatsApp.

In modo graduale, e secondo le tempistiche di ciascuno, inviteremo i nostri utenti a rivedere l’informativa prima del 15 maggio, quando saranno disponibili le nuove opzioni business”.

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