Andrea Ricciardi

Molte banche, soprattutto quelle online, garantiscono ai loro clienti la possibilità di effettuare gratuitamente prelievi bancomat presso gli sportelli automatici (Atm) di altri istituti di credito: fino ad oggi il sistema ha funzionando prevedendo l’applicazione di una commissione interbancaria di circa 0,50 euro per ogni singolo prelievo che la banca che ha emesso la carta di debito (banca issuer) riconosce alla banca proprietaria dello sportello bancomat dove il prelievo è stato effettuato (banca acquirer).

La banca emittente la carta bancomat,a sua volta, può scegliere se rifarsi o meno dei costi sostenuti applicando una commissione al proprio cliente per ogni prelievo.

È adesso all’esame dell’Antitrust una riforma di questo modello, proposta dalla società Bancomat SpA, per il servizio di prelievo, che abolisce la commissione interbancaria e lascia che sia la banca proprietaria dell’Atm a decidere autonomamente il costo da chiedere ai clienti delle altre banche che effettuano il prelievo nei propri sportelli.

In pratica quando l’utente andrà a prelevare contanti dallo sportello bancomat di una banca della quale non è cliente, vedrà apparire sul display, al momento del prelievo, l’importo della commissione stabilito in modo unilaterale dalla banca proprietaria dell’Atm utilizzato.

Banche e associazioni dei consumatori hanno chiesto di essere ascoltate dall’Antitrast (giorno 13 gennaio è scaduto il termine per chiedere udienza) per esprimere dissenso rispetto a questa riforma.

Infatti oltre ai consumatori anche le banche online e le piccole banche che hanno pochi sportelli Atm sul territorio si ritengono danneggiate per diversi motivi.

Pensano infatti che le banche più grandi tentino di trasferire sulle spalle dei consumatori che sono clienti di altre banche i costi che sostengono per dare servizi aggiuntivi ai propri clienti (versamenti, movimentazioni ecc).

E in molti comuni, circa duemila, è presente un solo sportello bancario e non ci sarà pertanto possibilità di scelta.

Dal canto loro le grandi banche sostengono che l’attuale commissione interbancaria non è sufficiente a ripagare gli investimenti per l’aggiornamento e la gestione degli impianti Atm e questo determina una riduzione degli sportelli.

In realtà la proposta di riforma è mirata soprattutto a fronteggiare la crescente concorrenza delle banche online.

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