Ornella De Bellis

Esistono al mondo i SIC, ovvero Sistemi di Informazioni Creditizie: si tratta di Centrali Rischi gestiti da privati (CRIF, CTC, Experian-Cerved), in cui vengono censiti, essenzialmente, i ritardi nei pagamenti oppure i crediti non rimborsati.

Nei SIC gli aderenti possono visualizzare i dati registrati sui cattivi pagatori relativi agli ultimi 36 mesi

Esiste poi la Centrale Rischi Pubblica della Banca d’Italia (CR): se una banca o una finanziaria dichiara in sofferenza il prestito, dichiara cioè, secondo una valutazione soggettiva ed unilaterale, che il debitore non è più in grado di rimborsare il prestito, l’inadempimento viene rinnovato con una segnalazione mensile che si ferma solo quando il creditore decide di passare a perdita l’importo non rimborsato dal debitore oppure di cedere il credito ad una società cessionaria. Anche nella CR Banca d’Italia, istituti di credito e finanziarie – vigilati da quello che fu l’Istituto di Emissione – possono visualizzare i dati ivi censiti negli ultimi 36 mesi. Ma, dal momento che la segnalazione del credito dichiarato in sofferenza, viene rinnovata di mese in mese, praticamente il cattivo pagatore in sofferenza può essere individuato anche per un debito non saldato risalente ad otto anni fa.

Senza contare, poi, che esistono le cosiddette banche occulte dei cattivi pagatori: ogni intermediario che vuole minimizzare il rischio di prestare soldi a debitori che hanno il vizietto di non restituirli alle scadenze prestabilite nel piano di ammortamento, annota tutti i dati presenti in CR passati in sofferenza o nei SIC (prima che vengano oscurati allo scadere dei 36 mesi) limitandoli territorialmente e non in base al tempo trascorso dall’inadempimento (ad esempio, una filiale di banca o finanziaria romana conserva i dati relativi ai cattivi pagatori residenti o operanti nella provincia della Capitale). In questa evenienza, un cattivo pagatore può vedersi negato il prestito per tutta la sua vita.

Ci sembra valga la pena ricordare, infine, che un mutuo potrebbe non essere concesso al richiedente non solo perchè quest’ultimo risulta censito nelle Centrali Rischi pubbliche e private come cattivo pagatore, ma anche perché, pur non essendo il richiedente il prestito censito in alcuna Centrale Rischi pubblica e/o privata, la banca interpellata potrebbe ritenere, in base ad una propria insindacabile valutazione, non sostenibile l’importo della rata di rimborso (calcolata in base alla durata del prestito ed alla tipologia di tasso di interesse prescelto) rispetto al reddito percepito dall’aspirante mutuatario oppure, ancora, potrebbe ritenere troppo alto il rapporto fra l’importo richiesto in prestito ed il valore commerciale dell’immobile da ipotecare.

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