Patrizio Oliva

A partire dal 1° gennaio 2021 gli istituti di credito italiani adotteranno le nuove norme Eba in materia di scoperto sul conto corrente: per il mancato pagamento di soli 100 euro per più di tre mesi consecutivi i correntisti rischiano il blocco del Rid e la segnalazione alla centrale rischi.

Con l’arrivo del 2021 cambiano le regole europee sui depositi bancari, in particolare sui conti correnti in rosso, portando ad una stretta del credito per famiglie e imprese.

A partire dal 1° gennaio 2021, gli istituti di credito italiani dovranno applicare le nuove regole sui conti correnti in rosso fissate dall’Eba – European banking authority.

In particolare, l’Associazione bancaria europea ha deciso il blocco del Rid e la segnalazione del cliente alla centrale dei rischi in caso di tre mancati pagamenti mensili da almeno 100 euro.

Si tratta di una decisione che peserà molto su famiglie e imprese, specialmente in questo difficile contesto economico in cui sempre più persone si trovano a dover fare i conti con problemi di liquidità per le conseguenze economiche connesse alla pandemia da Coronavirus.

Basti pensare ai clamorosi ritardi nel pagamento della cassa integrazione Covid e a coloro che hanno perso il lavoro e che in ogni caso dovranno continuare a pagare le rate del mutuo, dei finanziamenti, le bollette delle utenze domestiche senza poter contare neppure sul piccolo aiuto dello scoperto in conto corrente.

Il rosso del conto corrente, infatti, è una forma particolare di finanziamento che la banca concede al proprio cliente per poter effettuare qualsiasi tipo di pagamento, assegni, bonifici, prelievi, anche in caso di mancanza di fondi sul conto.

Secondo le nuove regole Eba, da gennaio 2021 il correntista che per più di 90 giorni non ha fondi sufficienti per pagare l’esigua somma di 100 euro vedrà bloccarsi il Rid – Rapporto interbancario diretto, ossia quel servizio con cui il cliente autorizza automaticamente la propria banca ad accettare sul proprio conto corrente gli addebiti provenienti da un particolare creditore, come la domiciliazione bancaria delle utenze domestiche. Il Rid serve soprattutto per effettuare pagamenti periodici come bollette, rate di mutui o finanziamenti, affitti, stipendi, contributi previdenziali, etc…

Non solo verrà bloccato il Rid, la banca sarà obbligata a segnalare il cliente alla centrale dei rischi con la conseguente iscrizione del correntista nella lista nera dei cattivi pagatori, evento che renderà molto più complicata qualsiasi richiesta di finanziamento da parte del soggetto.

Un mancato pagamento di 100 euro, protratto per tre mesi, fa sì che il correntista venga classificato come cattivo pagatore, di conseguenza tutta la sua esposizione verso la banca verrà classificata come credito deteriorato o non performing loan (Npl).

Le nuove regole europee sui depositi bancari avranno un impatto pesante sulle piccole e medie imprese (pmi),: per milioni di piccole e medie imprese c’è il rischio concreto non solo di una improvvisa mancanza di piccola liquidità, derivante dallo stop improvviso ai conti in rosso, ma anche di una significativa stretta al credito.

Con il nuovo quadro regolatorio non saranno più possibili nemmeno piccoli sconfinamenti e questo vuol dire, per molti artigiani, commercianti, piccoli imprenditori e anche per molte famiglie, non poter più usufruire di quelle piccole forme di flessibilità che, specie in questa fase così critica a causa degli effetti economici della pandemia Covid, sono fondamentali per far fronte ai pagamenti di utenze o altri adempimenti, come gli stipendi e i contributi previdenziali, le rate di finanziamenti e mutui.

Inoltre, ci troviamo di fronte al rischio di una fortissima stretta al credito, conseguenza inevitabile delle segnalazioni alla centrale rischi e della riclassificazione degli affidamenti della clientela in caso di piccoli arretrati.

Chi ha il conto corrente scoperto, infatti, da gennaio 2021 rischia di diventare immediatamente “moroso” nei confronti di vari soggetti, dalle finanziarie all’Inps, dai dipendenti alle aziende cosiddette utility (energia, gas, acqua, telefono) ma anche “cattivo pagatore”.

Inoltre, il quadro del settore bancario non è omogeneo e l’informazione è insufficiente: qualche banca, infatti, sembra orientata, almeno in una prima fase dell’applicazione delle nuove regole, a mantenere una linea più morbida, specie con i clienti conosciuti.

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