Annapaola Ferri

Il messaggio anonimo telefonico ricevuto e la e-mail generica inviata dall’INPS (sia al pensionato cedente che alla finanziaria cessionaria) non sono correlati: il primo può essere cancellato dalla sua memoria, la seconda cestinata dopo la lettura.

Con la e-mail descritta, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale l’avverte che, qualora, e per le cause più svariate (riesame della liquidazione, riforma delle pensioni imposta dalla troika europea o altri eventi), l’importo della rata mensile della pensione dovesse subire una riduzione, verrebbe trattenuta una rata di rimborso del prestito dietro cessione del quinto sempre pari al 20% dell’importo ridotto e, pertanto, qualora il quinto dell’importo ridotto della pensione mensile risultasse inferiore alla rata inizialmente concordata con la cessionaria per il rimborso del prestito dietro cessione, il pensionato dovrebbe integrare direttamente il residuo mancante (differenza fra rata iniziale concordata e quinto del rateo che ha subito la riduzione) al proprio creditore.

Si tratta di una manleva generica inviata a tutti i pensionati che hanno contratto un prestito dietro cessione del quinto.

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