Giuseppe Pennuto

L’anno solare è formato da 365 giorni (366 se l’anno passa per un febbraio bisestile): con l’utilizzo di un qualsiasi calcolatore dei giorni intercorrenti fra due date, che trova disponibile in rete, si accorgerà che fra l’11 novembre 2019 e l’11 novembre 2020 ci sono ben 366 giorni.

Peraltro, il comma 1 dell’articolo 201 del Codice della Strada stabilisce che, per i residenti all’estero, qualora l’effettivo trasgressore od altro dei soggetti obbligati sia identificato successivamente alla commissione della violazione, la notifica deve essere effettuata agli stessi entro trecentosessanta giorni dall’accertamento dell’infrazione.

Nel caso in esame, tuttavia, essendo stata commessa l’infrazione a bordo di un’auto a noleggio, la notifica per il trasgressore residente all’estero deve essere effettuata entro 360 giorni dalla data in cui la pubblica amministrazione è stata posta in grado di provvedere all’identificazione del trasgressore: in pratica dal momento in cui, identificata la società di autonoleggio, quest’ultima comunica le generalità del soggetto che ha preso in affitto il veicolo.

Ecco perché si parla di data di riproposizione dei termini, che rappresenta la data da cui devono decorrere i 360 giorni per l’avvio della procedura di notifica al trasgressore residente all’estero.

Chiarito quanto in premessa, se ne conclude che la PA sanzionante aveva tempo fino al 5 novembre 2020 (360 giorni dalla data di remissione in termini) per avviare la procedura di notifica, del verbale di sanzione amministrativa per violazione dei limiti di velocità previsti dal Codice della Strada, al trasgressore residente all’estero.

Pertanto, non ha alcun valore probante – al fine di eccepire l’eventuale nullità della sanzione amministrativa a causa di decadenza della stessa per violazione dei termini di notifica – prendere in considerazione la data di effettiva spedizione (da parte di Poste Italiane) del plico (vale a dire l’11 novembre 2020).

Ciò che conta, come stabilito da giurisprudenza ormai consolidata, è la data di consegna a Poste Italiane del plico per la spedizione (momento che sancisce l’interruzione dei termini tassativi di decadenza, ovvero il rispetto dei 360 giorni che il notificante avrebbe dovuto osservare), informazione che può essere ottenuta con un accesso agli atti presso l’ente che ha elevato la contravvenzione, qualora non fosse chiaramente esposta nella copia del verbale notificato.

In più bisogna aggiungere che, qualora la copia del verbale fosse stata consegnata al vettore (Poste Italiane o chi per esso) a partire dal 6 novembre 2020 (cioè dopo i 360 giorni dalla data di remissione dei termini di notifica), per eccepire tale violazione normativa, dovrebbe comunque adire, con ricorso (entro 30 giorni dalla data di notifica), il giudice di pace territorialmente competente per il luogo in cui fu commessa l’infrazione al Codice della Strada.

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