Rosario Scarnecchia

L’articolo 143 del Codice Civile stabilisce che dal matrimonio deriva l’obbligo reciproco alla fedeltà, all’assistenza morale e materiale, alla collaborazione nell’interesse della famiglia ed alla coabitazione.

Ne deriva che marito e moglie possono uscire di casa senza problemi per acquisti alimentari, occupando il medesimo veicolo in quanto conviventi (quindi, anche senza mascherina durante il tragitto con finestrini accuratamente chiusi). Uno dei coniugi provvederà materialmente agli acquisti alimentari, l’altro offrirà la collaborazione e l’assistenza materiale prescritte dall’articolo 143 del Codice Civile: pesatura quando è prevista, ricerca delle migliori promozioni, spostamento del carrello lungo i corridoi del supermercato, spunta della lista della spesa redatta in casa prima di uscire, controllo dell’apporto energetico e nutrizionale, glucidico e proteico dell’alimento prima di prelevarlo dallo scaffale e riporlo nel carrello, a salvaguardia della salute familiare. Mi sembra che un qualsiasi addetto alle forze dell’ordine (anche incazzato/a a sangue e particolarmente predisposto ad elevare contravvenzioni, perché magari ha appena saputo che il/la compagno/a gli sta mettendo le corna proprio durante il turno di lavoro) non potrà che rassegnarsi ad ammettere ed apprezzare la virtuosità e la legittimità di un simile comportamento.

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