Andrea Ricciardi

Con le nuove restrizioni messe in campo dal governo per frenare l’epidemia di coronavirus in Italia, sorge spontaneo il dubbio se sia possibile o meno viaggiare con persone non conviventi.

Ci pensa il governo a rispondere a questa domanda nella sezione dedicata alle Faq sui provvedimenti adottati contro l’emergenza.

Una di queste domande frequenti riguarda proprio l’utilizzo dell’automobile con persone non conviventi e la risposta è la stessa per tutte e tre le aree in cui è attualmente diviso il Paese, cioè area gialla, arancione e rossa. 

È possibile viaggiare con altre persone non conviventi, a patto che si rispettino tutte le precauzioni in vigore anche per il trasporto non di linea.

In altre parole, solo il guidatore può stare nella parte anteriore della vettura e dietro ci possono essere al massimo due passeggeri per ogni fila di sedili.

Tutti devono indossare la mascherina.

Questo obbligo può essere derogato nella sola ipotesi per cui la vettura sia dotata di un separatore fisico tra la fila anteriore e posteriore. Un separatore in plexiglas, ad esempio. In questo caso, senza mascherina, è ammessa solo la presenza del guidatore nella fila anteriore e di un solo passeggero in quella posteriore.

Chiaramente, ciò che cambia tra le varie zone, sono gli spostamenti consentiti.

Sia in macchina che con altri mezzi.

Fermo restando la raccomandazione del governo di spostarsi il meno possibile, se non per situazioni di necessità, all’interno della zona gialla gli spostamenti non devono essere legittimati da autocertificazione.

A meno che questi non avvengano nell’orario di coprifuoco, cioè dalle 22 alle 5, in vigore su tutto il territorio nazionale.

Le cose cambiano invece per la zona arancione: non è infatti permesso entrare o uscire dalle Regioni che fanno parte della zona arancione, a meno che non si disponga del modulo di autocertificazione che documenti le ragioni di lavoro, salute o necessità. All’interno della Regione, però, è ammessa la circolazione.

Questo non avviene invece per la zona rossa, tornata in lockdown (anche se più soft rispetto allo scorso marzo): in questo caso non è possibile uscire dal proprio Comune a meno che per una delle ragioni testimoniate dall’autocertificazione.

Ad ogni modo, se ci si trova fuori dal proprio domicilio, abitazione o residenza, sarà consentito rientrare una prima volta dopo il 6 novembre, ma successivamente gli spostamenti saranno consentiti solo per motivi di comprovata esigenza lavorativa, di salute o di necessità.

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