Piero Ciottoli

Per conoscere le eventuali comunicazioni interruttive dei termini di prescrizione notificate al debitore (nonché i tentativi di riscossione coattiva effettuati, compresa l’eventuale iscrizione di ipoteca su immobili di proprietà), bisogna effettuare un accesso agli atti: in pratica il debitore deve recarsi allo sportello territorialmente competente dell’Agenzia delle Entrate Riscossione (AdER) e chiedere copia di tutte le comunicazioni e le azioni esecutive e/o cautelari intervenute a partire da una certa data e relative ad una specifica posizione debitoria.

Spesso, ciò non è sufficiente, in quanto AdER potrebbe avvalersi di una interruzione dei termini di prescrizione effettuata dal creditore (nella fattispecie INPS) prima dell’affidamento (avvisi di accertamento), per cui, in alcune particolari circostanze, è necessario procedere con accesso agli atti anche presso il creditore che ha affidato la riscossione del credito vantato da AdER.

In ogni caso, per sgombrare il campo da qualsiasi pericoloso equivoco, va aggiunto che, ai sensi dell’articolo 2847 del codice civile, l’iscrizione di ipoteca conserva il suo effetto per venti anni dalla sua data: l’effetto cessa se, e solo se, l’iscrizione ipotecaria non è rinnovata prima che scada detto termine ventennale.


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