Simonetta Folliero

La pratica istruttoria per la concessione di prestiti, specie in questo periodo di stretta creditizia, è alquanto articolata e complessa: viene esaminato il merito creditizio dei componenti la famiglia anagrafica (stato di famiglia) del richiedente il prestito e vengono interrogate altre banche dati, oltre alla Centrale Rischi di Intermediazione Finanziaria (CRIF), vale a dire Experian, CTC (Consorzio di Tutela del Credito), nonché gli archivi dei maggiori fornitori a cui è quasi sempre possibile accedere (anche se sarebbe vietato) per verificare la regolarità di pagamenti per le utenze domestiche (gas, acqua, luce, telefono fisso, ADSL) e/o di telefonia mobile.

Il debito formatosi per le spese processuali riconducibili al reato commesso in gioventù può essere stato censito in altri appositi archivi finalizzati a raccogliere informazioni provenienti dai Tribunali: dopo dieci anni dal verificarsi dell’evento il dato negativo dovrebbe essere oscurato; tuttavia, spesso, vengono organizzate vere e proprie centrali rischi private occulte dei cattivi pagatori (un semplice foglio excel in cui vengono importate, per zona di competenza territoriale dell’intermediario finanziario, le segnalazioni presenti nei sistemi di informazione creditizia ufficiali, e conservate senza cancellazione quando matura il diritto all’oblio del cattivo pagatore censito).

Infine, va anche detto che le metodologie di valutazione del merito creditizio e dell’indice di capacità a rimborsare il prestito variano da Istituto a istituto, ma tutte tengono conto del livello retributivo percepito dal richiedente il prestito, della composizione della sua famiglia anagrafica, dalla situazione economica, patrimoniale e finanziaria dell’azienda in cui il richiedente lavora.

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