Andrea Ricciardi

Dopo l’avvio dei procedimenti dell’Antitrust su Ryanair, easyJet, Vueling e Blue Panorama, le quattro compagnie aeree hanno modificato il loro iter di assistenza alla clientela e, in caso di cancellazione dei voli, in alternativa al voucher ora offrono anche il rimborso in denaro.

L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di non adottare alcuna misura cautelare a conclusione dei quattro sub-procedimenti nei confronti di Ryanair, easyJet, Vueling e Blue Panorama su segnalazione delle associazioni dei consumatori.

Nel frattempo, però, proseguono i procedimenti principali per accertare eventuali pratiche commerciali scorrette.

I sub-procedimenti sono stati avviati a fine settembre per sospendere la vendita di biglietti per voli poi cancellati unilateralmente, offrendo in cambio ai consumatori soltanto i voucher, si legge nella nota dell’Antitrust.

La cancellazione era motivata con la diffusione del contagio da Covid-19, sebbene i servizi si riferissero a un periodo e a destinazioni senza i limiti di circolazione stabiliti dai provvedimenti governativi. Il tutto, peraltro, senza fornire assistenza e adeguata informazione.

Vueling, easyJet, Blue Panorama e Ryanair, a seguito dell’intervento dell’Autorità, hanno apportato modifiche alle comunicazioni inviate e alle procedure di assistenza e di rimborso in caso di cancellazione o di riprogrammazione dei voli.

In particolare, le compagnie hanno limitato l’utilizzo della causale per la pandemia Covid ai soli casi in cui non è stato oggettivamente possibile operare il volo a causa di restrizioni ai trasferimenti di persone.

Inoltre, i vettori hanno previsto la possibilità di richiedere il rimborso pecuniario con tempi certi e attraverso procedure automatizzate.

L’eventuale scelta di richiedere il voucher è lasciata solo al consumatore. Vueling, easyJet, Blue Panorama e Ryanair hanno anche rafforzato le misure di assistenza predisponendo strumenti di contatto gratuiti e attraverso un significativo incremento degli addetti ai call center, conclude l’Antitrust.

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