Paolo Rastelli

L’Agenzia delle Entrate Riscossione pignora il veicolo se ne vale la pena, cioè se dalla vendita all’asta riesce presumibilmente a ricavare un importo tale da coprire anche le spese legali: ma deve trattarsi di una macchina immatricolata di recente, generalmente di grossa cilindrata, che possa essere alienata facilmente, non di una utilitaria usata che comporta pure remissione di spese di custodia (presso l’IVG Istituto Vendite Giudiziarie) fino all’assegnazione del bene di proprietà del debitore al nuovo acquirente assegnatario.

Questo per dire che non esiste l’opzione di liberarsi del veicolo gravato da fermo amministrativo consegnando chiavi e libretto a chicchessia.

Una prima, possibile, soluzione al suo problema richiederebbe un colpo di fortuna, ad esempio se dei ladri le rubassero l’auto si sarebbe sbarazzato dell’incombenza: le rimarrebbe sicuramente a carico il debito esattoriale, ma non sarebbe costretto a rinnovare l’assicurazione RC auto per un veicolo che non può utilizzare.

Un’altra soluzione consisterebbe nel circolare comunque con il veicolo gravato da fermo amministrativo (ma con assicurazione RC auto valida): certo, si rischierebbero sanzioni amministrative sia in occasione di controlli da parte delle forze dell’ordine o della polizia municipale sia in seguito a rilevazioni che potrebbero essere effettuate dalla moltitudine di congegni elettronici (autovelox, postazioni ai varchi ZTL eccetera) di cui sono ormai zeppe le nostre città. Tuttavia, se lei è nullatenente e la sua pensione non è elevata, il danno si ridurrebbe, nel peggiore dei casi, al pignoramento del 20% del rateo di pensione eccedente il minimo vitale: una spesa sostenibile posto che non è detto che l’evento sfavorevole accada e posto che lei non pagherebbe le sanzioni comminate. In caso di recidiva il veicolo potrebbe essere addirittura confiscato, il che rappresenterebbe la soluzione del problema.

In ultimo, potrebbe verificare cosa le propongono i gestori di questo sito.

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