Giuseppe Pennuto

Nel testo del disegno di legge di conversione del decreto semplificazione, approvato in settimana al Senato, sono state introdotte (silenziosamente) numerose e importanti novità per il Codice della Strada, tra cui il via libera per gli autovelox anche sulle strade urbane.

Lo scrive l’ufficio studi dell’Asaps, Associazione sostenitori e amici della Polizia Stradale, secondo cui si tratta di una vera e propria ‘mini-riforma’ del Codice, con norme che vanno a risolvere delicate questioni applicative di precedenti provvedimenti normativi, anche con ripercussioni internazionali, in modo particolare per i lavoratori frontalieri alla guida di veicoli con targa straniera quali San Marino, Svizzera, condotti da residenti in Italia da più di un anno, che venivano sequestrati per la riforma del pacchetto sicurezza 2018”.

Ma le novità, prosegue l’associazione presieduta da Giordano Biserni, riguardano anche “gli scooter a tre ruote che potranno tornare a circolare in autostrada e nuove competenze per gli accertatori ed ausiliari della sosta, che avranno maggiori poteri di sanzionamento nei divieti di sosta”.

Molte delle proposte “sono partite dai comuni italiani, impegnati ad affrontare la nuova mobilità al tempo della pandemia, anche rispetto ad una ‘mobilità dolce’, con provvedimenti storici a tutela dei ciclisti e dei pedoni.

E, ancora una svolta nei controlli velocità nei centri urbani, con autovelox fissi anche sulle strade urbane di quartiere e locali, oggi vietati. Sarà il Prefetto ad autorizzare le nuove postazioni, attraverso una analisi degli incidenti avvenuti e sulle loro cause, anche per tutelare i pedoni e gli utenti vulnerabili”.

Il pacchetto a tutela dei ciclisti, poi, “prevede l’introduzione della ‘strada urbana ciclabile’ ad unica carreggiata, con banchine pavimentate e marciapiedi, con limite di velocità non superiore a 30 km/h, definita da apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per le biciclette. Ed ancora la novità del ‘doppio senso ciclabile’ su strade cittadine ove il limite massimo di velocità sia inferiore o uguale a 30 km/h”.

Per Biserni, “dal 14 settembre con l’apertura delle scuole le città subiranno un vero e proprio assalto di veicoli e servono non solo nuove regole a tutela dei più deboli ma anche più divise sulle strade”.

Dal decreto Semplificazioni si attendevano alcune novità riguardanti il Codice della strada, soprattutto per favorire quella che viene definita mobilità dolce.

Ma molte associazioni di utenti hanno sottolineato che nel definire questo Dl ‘«il Parlamento è andato molto oltre le attese», introducendo novità che non solo non semplificano nulla ma che anzi secondo alcuni operaori del settore complicano molto la vita degli automobilisti. Innanzitutto con l’autorizzazione (soggetta al parere del Prefetto) di installare apparecchi fissi per il controllo della velocità sulle strade urbane.

Questa norma rischia di generare valanghe di multe e ricorsi replicando quanto era accaduto con i controlli semaforici, lamentano.

Altro provvedimento contestato è quello inserito al nuovo articolo 12 bis del Codice della strada. È la norma che consente ai dipendenti dei Comuni e delle società per la gestione della sosta di accertare le violazioni – compresa la fermata – in ambito urbano. Poteri speciali anche ai dipendenti delle municipalizzate (come i trasporti urbani) o delle imprese per la raccolta dei rifiuti solo nei casi «connessi all’espletamento delle predette attività’».

Accertamento possibile con ”tecnologia digitale e strumenti fotografici” da parte di persone senza precedenti penali e dopo il superamento ”di una adeguata formazione”.

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