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Lilla De Angelis

Il libretto famiglia può servire a sua figlia per ottenere dall’utilizzatore (il datore di lavoro) il corrispettivo per prestazioni occasionali di baby sitting. Il datore di lavoro potrà versare sul libretto di famiglia nominativo, intestato a sua figlia, tanti titoli di pagamento (voucher), ciascuno del valore di 10 euro, per ogni ora, o frazione di ora, di servizio prestato.

Tuttavia, a tutela dei diritti di sua figlia, non sarebbe possibile fare ricorso a prestazioni di lavoro occasionali rese da lavoratori (nel caso sua figlia, in qualità di baby sitter) con i quali l’utilizzatore (nella specie il datore di lavoro di sua figlia) abbia in corso, o abbia avuto negli ultimi sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione coordinata e continuativa. Ed inoltre, per le prestazioni complessivamente rese da ogni prestatore in favore del medesimo utilizzatore, non possono essere erogati compensi di importo superiore a 2.500 euro.

Nell’ambito del bonus baby sitting, il libretto famiglia ha una sua specifica funzione: infatti, il datore di lavoro che abbia rinunciato al congedo parentale Covid-19, potrà presentare, avendone i requisiti, domanda per ottenere il bonus baby sitting e con i 600 euro del contributo pagherà i servizi resi da sua figlia accreditando il corrispettivo (in voucher da 10 euro) sul libretto di famiglia a lei intestato.

La procedura, evidentemente, è finalizzata a fare in modo che il bonus baby sitting venga effettivamente speso, dal beneficiario, per i servizi resi da una baby sitter.

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