Giovanni Napoletano

La nuova fase dell’emergenza Coronavirus, partita il 18 maggio 2020, è iniziata con i rincari per caffè, alimentari e parrucchieri: le associazioni dei consumatori hanno denunciato una situazione generale che preoccupa considerando la lenta e difficile ripresa economica che ci attende dopo due mesi di lockdown.

Oltre al prezzo del caffè, proposto in alcuni bar di Milano, Firenze e Roma a costi maggiori (fino a 2 euro a Milano e 1,70 euro a Firenze), anche i parrucchieri avrebbero aumentato i prezzi come riportano Corriere e il Sole 24 Ore che parlano di costi in salita per fare uno shampoo o una messa in piega.

Tra i prodotti più cari anche i generi alimentari.

Dietro ai prezzi maggiori si nascondo ovviamente i costi a cui gli esercenti sono obbligati per far fronte all’emergenza coronavirus che alla fine ricadono sugli utenti finali.

Ovviamente si tratta di situazioni isolate e non generalizzate ma tenere sotto controllo.

Secondo Confcommercio, hanno riaperto quasi 800.000 imprese con una forte richiesta per moda e intimo.

FedermodaItalia ha fatto notare che i negozi hanno riaperto in sicurezza e c’è voglia di ritorno alla normalità mentre per Fipe la riapertura dei ristoranti è partita con un 70 per cento di riaperture ma personale ridotto del 40%.

Rimane comunque il settore alimentare quello in cui i rincari si sono fatti sentire di più.

Secondo Istat i prezzi sono aumentati in genere del 2,8% per il cibo e la città più colpita risulta essere Caltanissetta nella classifica stilata dall’Unione nazionale dei consumatori seguita da Trieste e Palermo. Siena, Macerata, Arezzo e Pistoia sono le più virtuose.

A tal proposito Altroconsumo e Coldiretti hanno stilato un decalogo per evitare il rincaro dei prezzi quando si fa la spesa.

Altroconsumo consiglia di fare a casa una lista della spesa ed attenersi a quella al momento degli acquisti. Quando si va a fare la spesa preferire orari meno affollati, durante l’ora di pranzo solitamente, per trovare meno gente e quindi avere più tempo per controllare i prezzi e le offerte. Evitare la sera per non rischiare di trovare scaffali vuoti.

Tra i consigli anche quello di acquistare i prodotti necessari senza fare acquisti compulsivi e preferire le materie prima e prodotti meno trasformati che costano meno.

Coldiretti invece consiglia di scegliere i prodotti italiani, di acquistare quantità limitate ripetute nel tempo per evitare sprechi e di scegliere i prodotti in base alla stagionalità.

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