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Gennaro Andele

Potrebbe essere in arrivo il pacchetto del governo dedicato alle ristrutturazioni delle abitazioni e che prevede una serie di detrazioni fino al 110%: Il superbonus sarà dedicato alle opere e gli impianti di ristrutturazione immobiliare finalizzati al risparmio energetico e alla tutela ambientale di case e palazzi.

La misura è volta a dare sollievo all’economia messa a dura prova dall’emergenza Coronavirus Covid-19.

In una nota esplicativa il governo chiarisce l’intento delle misure, spiegando che: In questo momento di grave crisi economica e sociale abbiamo immaginato una proposta shock per il settore dell’edilizia e per il rilancio degli investimenti privati. Una misura che farà crescere Pil e occupazione, e che allo stesso tempo porterà il nostro paese all’avanguardia del processo di riconversione energetica e di sviluppo sostenibile

Il credito di imposta del 110% alle imprese che faranno i lavori, consentirà alle famiglie di realizzare interventi di riqualificazione sismica o energetica a costo zero dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

La norma vale anche per le facciate dei palazzi, che potranno così essere rinnovate praticamente a costo zero.

Anche gli interventi minori, saranno dunque inclusi nel pacchetto.

Questo vuol dire che ecobonus e i sismabonus passeranno rispettivamente dal 65% e 50% ad un’aliquota del 110%.

Nello specifico gli interventi dovranno riguardare l’isolamento termico sull’involucro dell’edificio, la sostituzione delle caldaie a gasolio con impianti a pompe di calore o con caldaie a condensazione, l’installazione di impianti fotovoltaici e gli interventi di prevenzione antisismica.

La nota, infatti, precisa: Inoltre, se congiuntamente ad un’opera strutturale di riqualificazione energetica o di messa in sicurezza degli edifici, la famiglia vorrà svolgere altri lavori di riqualificazione energetica, restaurare la facciata esterna dell’edificio o installare un impianto fotovoltaico per la produzione di energia elettrica tutti i lavori riceveranno una detrazione pari al 110%.

La novità più importante del nuovo dl è la possibilità data a condomìni e famiglie di incassare subito il credito d’imposta maturato evitando di pagare l’anticipo per i lavori svolti.

Nel documento si legge che la cessione del credito di imposta è ammessa sempre anche ad altri soggetti, compresi “istituti di credito e altri intermediari finanziari” banche o anche alle imprese e ai fornitori che realizzeranno i lavori con una formula nuova che prevede:

Un contributo di pari ammontare, sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, anticipato dal fornitore che ha effettuato gli interventi e da quest’ultimo recuperato sotto forma di credito di imposta, con facoltà di successiva cessione del credito.

Questo vuol dire, quindi, che l’impresa potrà applicare lo sconto sulla fattura e poi cedere il credito di imposta a una banca o ad altro intermediario finanziario.

Lo stesso meccanismo vale anche per i crediti di imposta al 50 e al 65% per interventi di ristrutturazione minori come ad esempio il cambiamento degli infissi. Per comprendere meglio, leggiamo un esempio concreto riportato nella nota:

Se una famiglia effettuerà lavori sulla propria abitazione che ricadono all’interno degli interventi sopra elencati per un importo pari a 1000 euro, riceverà al momento della dichiarazione dei redditi una detrazione pari al 110% del costo dei lavori (in questo caso quindi 1100 euro), che potrà usare in compensazione in cinque quote annuali di pari importo. Mettendo in sicurezza il proprio edificio da un punto di vista sismico, ad esempio, con dei lavori di un valore complessivo pari a 1000 euro, si riceverà dallo Stato una detrazione pari a 1100 euro.

In altre parole, anche le famiglie con redditi molto bassi potranno effettuare importanti lavori di ristrutturazione senza alcun esborso monetario, ma semplicemente vendendo la detrazione fiscale all’impresa che ha svolto i lavori.

Le imprese, se vorranno, potranno utilizzare il credito d’imposta in compensazione in cinque quote annuali oppure potranno cederlo a terzi per ottenere immediatamente la liquidità necessaria. Dopo la prima cessione del credito d’imposta (dalla famiglia all’impresa tramite sconto in fattura), l’impresa potrà infatti cedere a sua volta il credito a soggetti terzi in tempi estremamente rapidi, per ricevere liquidità immediata.

In questo modo, il credito d’imposta potrà circolare illimitatamente ed essere venduto anche agli istituti bancari, e le imprese potranno così cederlo a un prezzo sufficientemente alto per coprire per intero il costo dei lavori.

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