Simone di Saintjust

TIS sta per Trattamento Integrativo Salariale: il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) 14/2020 consente al datore di lavoro di presentare all’apposito Fondo, con procedura semplificata, le istanze per il Trattamento di Integrazione Salariale (TIS) dei propri dipendenti lasciati a casa in conseguenza dalla situazione di emergenza sanitaria dovuta all’epidemia da Coronavirus.

L’articolo 63 (Premio ai lavoratori dipendenti) del successivo decreto legge 18/2020 dispone che ai titolari di redditi di lavoro che hanno percepito un reddito complessivo nell’anno precedente di importo non superiore a 40 mila euro, spetta un premio, per il mese di marzo 2020, che non concorre alla formazione del reddito, pari a 100 euro da rapportare al numero di giorni di lavoro svolti nella propria sede di lavoro nel predetto mese.

I datori di lavoro devono riconoscere, in via automatica, l’incentivo TIS pari a cento euro a partire dalla retribuzione corrisposta nel mese di aprile.

Ecco il motivo per cui le sono stati corrisposti i 100 euro in più: il datore di lavoro ha accreditato il premio a tutti i propri dipendenti non verificando, nello specifico, i requisiti di legge che devono essere rispettati per fruire del beneficio. Dalle buste paga dei prossimi mesi, a seguito di un controllo più capillare delle domande presentate (numero di giornate lavorative e reddito percepito nel 2019) verra detratto quanto eventualmente erogato in eccedenza.

Ad ogni modo le conviene sottoscrivere la domanda: lei ha comunque diritto almeno ad 1/20 di 100 euro, cioè 5 euro.

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