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Andrea Ricciardi

Con l’emergenza Coronavirus ci sono state diverse violazioni dei diritti dei consumatori in relazione alle cancellazioni dei viaggi a causa dell’emergenza sanitaria, soprattutto per quanto riguarda le compagnie aeree europee.

I tour operator spesso emettono voucher sostitutivi invece di lasciare, come la legge prevede, la scelta aperta anche a viaggi sostitutivi o ad un rimborso.

Creando problemi in caso il consumatore non sia nelle condizioni di usufruire del voucher, o in caso debba riprenotare un volo a prezzi meno vantaggiosi.

O peggio, se nel frattempo l’hotel dovesse fallire.

Sappiamo che la crisi legata al Coronavirus ha colpito il settore dei trasporti e quello del turismo duramente ed è auspicabile che i consumatori adottino le decisioni riguardo la cancellazione ed il rimborso con senso di responsabilità.

Un voucher può essere accettabile in luogo di un rimborso cash, ma è ingiusto forzare il consumatore ad accettarlo e lo è ancora di più se non vi sono garanzie contro le insolvenze o non è concessa la possibilità di prorogarne la durata o riscattarlo in cash in caso di impossibilità ad utilizzarlo.

Come si potrebbe allora tutelare il consumatore?

Occorre un Fondo Europeo per l’emergenza COVID-19 nel settore dei viaggi.

Questo è quello che il BEUC, federazione delle associazioni dei consumatori a livello europeo, ha chiesto alla Commissione Europea, con una lettera indirizzata a Didier Reynders (Commissario per la Giustizia e i Consumatori), Adina Vălean (Commissiario ai Trasporti) and Thierry Breton (Commissario al Mercato Interno) il 2 Aprile”.

Anche la Commissione Europea peraltro si è espressa contro i voucher: in una intervista un portavoce dell’istituzione europea ha fatto notare che tale pratica viola i diritti dei consumatori riconosciuti dell’Ue.

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